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Recensioni Italia


Kor One II

1
di 2

Giugno 2002, Liberty, Fantasy, Salsomaggiore
pagine 67 b/n, 9,00

Storia: Ade Capone
Disegni: Fabio Bartolini, Fabio Mantovani, David Messina

La cover di Kor OneRitorna sugli scaffali delle fumetterie italiane il tanto atteso seguito della mitica prima miniserie di Kor One, opera degli allora quasi sconosciuti Ade Capone (creatore di Lazarus Ledd) e Roberto De Angelis (copertinista e disegnatore di punta di Nathan Never) due tipi che di strada, da allora, ne hanno fatta parecchia e che oggi rappresentano due dei più importanti (per fama e bravura) esponenti dell'arte del fumetto del nostro paese. Ora, dopo alcune disavventure editoriali dovute principalmente alla crisi economica genarale e più in particolare alla forte contrazione delle vendite nelle fumetterie, e forse causata dal loro stesso sviluppo avuto in questi ultimi anni, possiamo finalmente riprendere la lettura delle vicende dell'androide Kor One esattamente da dove le avevamo lasciate l'ultima volta parecchio tempo fa. Kor è ridiventato campione e Shinj Ajiro, il suo allenatore-manager che lo ha comprato (riscattandolo quando ormai sembrava essere destinato a compiere solo umilianti lavori di fatica), ne ha conseguito gloria e onori che gli hanno portato quei soldi e quel benessere che inseguiva da una vita. Ora però sia Shinj che Kor, quando finalmente tutto sembrava andare per il verso giusto, si ritrovano di colpo di fronte a un futuro di cui non riescono a intravedere i contorni e frutto del loro passato così carico di difficoltà. Quando però Kor sembra pronto per la rivincita contro Axel-T, il bio-androide che lo spodestò dal trono di campione, Ajiro si ritrova costretto a prendere una decisione che non avrebbe mai voluto prendere e che lo segna profondamente, anche se lui nega di ammmetterlo a se stesso.
Kor One è una gran bella storia di fantascienza in cui si ritrovano ambienti e situazioni trasposte poi anche nell'altra miniserie Morgan (personaggio che fa una breve "comparsata" all'interno della storia) sempre creata dallo stesso Capone e prodotta qualche anno addietro dalla Star Comics. Una fantascienza fresca, avventurosa e struggentemente poetica, fatta di azione e di sentimenti, di scontri e atmosfere velate, una SF a fumetti insomma, di come purtroppo non se ne vede spesso in Italia. L'edizione poi, che punta in modo deciso verso l'albo unico di grande formato alla "francese", abbandonando la frammentarietà degli albi in stile "comics", è buona ed elegante, anche se purtroppo risulta minata da una resa della stampa discontinua (si passa dal pessimo al buono) che probabilmente si deve alle travagliate precedenti incarnazioni in cui è stata proposta la storia. Ciò che conta comunque è la storia e i disegni (superbi, come al solito, quelli che nascono dalla magica matita di Bartolini) e il mio consiglio è quello di provare ad acquistarla, sicuro che non avrete modo di pentirvene.

Andrea Iovinelli 


Il Demone nell'Anima

volume
unico

2000, Alessandro Editore
pagine 62 colori, 13,42

Storia & disegni (colori): Stefano Casini

Siamo a Grubenwald, città goticheggiante che nell'oscurità delle sue ombre cela le più comuni abiezioni umane. Igor, il protagonista, fugge da un istituto in cui è rinchiuso sia fisicamente che con la mente; fugge da un presente che non riesce a interpretare solo per scacciare dalla sua mente un passato che emerge prepotente; fa starge dei suoi galoppini con irrisoria facilità e così inizia la caccia all'uomo, un'inseguimento che coinvolge diversi personaggi e differenti istituzioni, tutti sulle tracce di Igor e tutti legati in qualche modo al destino dell'ambita preda. Il Demone nell'Anima, scritto e disegnato dall'ormai collaudato Stefano Casini, forse il disegnatore di Nathan Never che più ha cercato di imporsi anche per altre vie, autonomamente, come in questo caso, o con il supporto di Medda come in Digitus Dei, non smentisce affatto le aspettative del lettore. Infatti anche se non è possibile inserire la storia all'interno di un elenco di capolavori, dato che tutto il racconto è meramente strumentale al finale a sorpresa, essa ben si accompagna alle atmosfere molto "graffiate" per non dire sporche, che caratterizzano le opere di Casini. Se dovesse essere fatta una critica allora sarebbe il caso di "contestare" alcune scelte cromatiche eccessive, d'autore, per così dire, come il "rosa" dei volti dei personaggi... Ma chi ama Casini, con la sua spiccata caratterizzazione (soprattutto grafica) dei personaggi, che tanto mi ricorda Hermann, maestro nel disegnare dei straordinari "sgorbi", non potrà non godere di questa lettura, alla faccia dei tanto blasonati cartonati d'oltralpe, a mio parere sempre più spesso rovinati da colorazioni al computer che ne deturpano l'anima... per l'appunto. :)

Stefano Iovinelli