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Giugno 2002, Liberty,
Fantasy, Salsomaggiore |
Ritorna
sugli scaffali delle fumetterie italiane il tanto atteso seguito della mitica
prima miniserie di Kor One,
opera degli allora quasi sconosciuti Ade Capone
(creatore di Lazarus Ledd) e Roberto De Angelis
(copertinista e disegnatore di punta di Nathan Never) due tipi che
di strada, da allora, ne hanno fatta parecchia e che oggi rappresentano due
dei più importanti (per fama e bravura) esponenti dell'arte del fumetto
del nostro paese. Ora, dopo alcune disavventure editoriali dovute principalmente
alla crisi economica genarale e più in particolare alla forte contrazione
delle vendite nelle fumetterie, e forse causata dal loro stesso sviluppo avuto
in questi ultimi anni, possiamo finalmente riprendere la lettura delle vicende
dell'androide Kor One esattamente da dove le avevamo lasciate l'ultima
volta parecchio tempo fa. Kor è ridiventato campione e Shinj Ajiro,
il suo allenatore-manager che lo ha comprato (riscattandolo quando ormai sembrava
essere destinato a compiere solo umilianti lavori di fatica), ne ha conseguito
gloria e onori che gli hanno portato quei soldi e quel benessere che inseguiva
da una vita. Ora però sia Shinj che Kor, quando finalmente tutto sembrava
andare per il verso giusto, si ritrovano di colpo di fronte a un futuro di
cui non riescono a intravedere i contorni e frutto del loro passato così
carico di difficoltà. Quando però Kor sembra pronto per la rivincita
contro Axel-T, il bio-androide che lo spodestò dal trono di campione,
Ajiro si ritrova costretto a prendere una decisione che non avrebbe mai voluto
prendere e che lo segna profondamente, anche se lui nega di ammmetterlo a
se stesso.
Kor One è una gran bella storia di fantascienza in cui si ritrovano
ambienti e situazioni trasposte poi anche nell'altra miniserie Morgan
(personaggio che fa una breve "comparsata" all'interno della storia)
sempre creata dallo stesso Capone e prodotta qualche anno addietro dalla Star
Comics. Una fantascienza fresca, avventurosa e struggentemente poetica,
fatta di azione e di sentimenti, di scontri e atmosfere velate, una SF a fumetti
insomma, di come purtroppo non se ne vede spesso in Italia. L'edizione poi,
che punta in modo deciso verso l'albo unico di grande formato alla "francese",
abbandonando la frammentarietà degli albi in stile "comics",
è buona ed elegante, anche se purtroppo risulta minata da una resa
della stampa discontinua (si passa dal pessimo al buono) che probabilmente
si deve alle travagliate precedenti incarnazioni in cui è stata proposta
la storia. Ciò che conta comunque è la storia e i disegni (superbi,
come al solito, quelli che nascono dalla magica matita di Bartolini)
e il mio consiglio è quello di provare ad acquistarla, sicuro che non
avrete modo di pentirvene.
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unico |
2000, Alessandro
Editore |
Siamo
a Grubenwald, città goticheggiante che nell'oscurità
delle sue ombre cela le più comuni abiezioni umane. Igor,
il protagonista, fugge da un istituto in cui è rinchiuso sia fisicamente
che con la mente; fugge da un presente che non riesce a interpretare solo
per scacciare dalla sua mente un passato che emerge prepotente; fa starge
dei suoi galoppini con irrisoria facilità e così inizia la
caccia all'uomo, un'inseguimento che coinvolge diversi personaggi e differenti
istituzioni, tutti sulle tracce di Igor e tutti legati in qualche modo al
destino dell'ambita preda. Il Demone nell'Anima,
scritto e disegnato dall'ormai collaudato Stefano
Casini, forse il disegnatore di Nathan Never che più
ha cercato di imporsi anche per altre vie, autonomamente, come in questo
caso, o con il supporto di Medda come in Digitus Dei, non
smentisce affatto le aspettative del lettore. Infatti anche se non è
possibile inserire la storia all'interno di un elenco di capolavori, dato
che tutto il racconto è meramente strumentale al finale a sorpresa,
essa ben si accompagna alle atmosfere molto "graffiate" per non
dire sporche, che caratterizzano le opere di Casini. Se dovesse essere fatta
una critica allora sarebbe il caso di "contestare" alcune scelte
cromatiche eccessive, d'autore, per così dire, come il "rosa"
dei volti dei personaggi... Ma chi ama Casini, con la sua spiccata caratterizzazione
(soprattutto grafica) dei personaggi, che tanto mi ricorda Hermann,
maestro nel disegnare dei straordinari "sgorbi", non potrà
non godere di questa lettura, alla faccia dei tanto blasonati cartonati
d'oltralpe, a mio parere sempre più spesso rovinati da colorazioni
al computer che ne deturpano l'anima... per l'appunto. :)