ALAN DEAN FOSTER (autore di 87 volumi tra cui 'Alien', e il ciclo di Flinx) Home Page: www.alandeanfoster.com

Ciò che soprattutto mi impressiona dell'arte di Maurizio Manzieri è la giustapposizione tra elementi hi-tech di sapore futuristico e l'umanità dei suoi soggetti. Le agili curve delle sue modelle, per esempio, poste contro la superficie fredda e dura dei robot, oppure il braccio meccanico della donna nella «Dama di Glasgow». L'influenza di artisti classici italiani quali Caravaggio (di cui Manzieri mi fece cenno) appare piuttosto chiaramente in questo quadro con la sua posa gentile e col viso in avanti e l'atteggiamento della donna simile quasi a quello di una madonna. Sebbene il soggetto sia un «bio-meccanicanismo», la sua umanità ottimista rappresenta l'antitesi filosofica ed emotiva delle pitture biomeccaniche di H. R. Giger. Manzieri imprime una delicatezza stupenda al mezzo della realizzazione digitale che quasi sempre (soprattutto quando descrive soggetti di origine umani) tende invece ad essere dura e squadrata. Con il mezzo digitale che diventa sempre più sofisticato e flessibile, dobbiamo attenderci il giorno in cui sarà impossibile per l'osservatore riconoscere la differenza tra opere artistiche realizzate con pennello e colori e realizzazioni eseguite interamente all'interno del computer. Forse per allora i robot inizieranno a ritrarci. Spero di vivere abbastanza a lungo per vedere la prima «interpretazione» artistica di un essere umano da parte di un robot....

"What impresses me most about Maurizio Manzieri's art is the juxtaposition of futuristic hi-tech components with the humanity of his subjects. The supple curves of his female models, for example placed against the cold, hard surfaces of robots, or the mechanical arm of the woman in "Dama di Glasgow". The influence of classical Italian artists such as Caravaggio (whom Manzieri mentioned to me) shows especially clearly in this painting, with its gentle, forward-facing pose and the almost madonna-like countenance of the woman. Though the subject is a "bio-mechanical", its optimistic humanity is the philosophical and emotional antithesis of H.R. Giger's biomechanical paintings. Manzieri imparts a wonderful softness to the medium of digital rendering, which all to often (especially in its depiction of human subject matter) tends to be harsh and sharp-edged. As digital tools become more sophisticated and flexible, we can look forward to the day when it will be impossible for viewers to tell the difference between art executed with brush and paint, and works done entirely within the computer. Perhaps by that time, the robots will start painting us. I hope to live long enough to view the first robotic artistic "interpretation" of a human being...."
Alan Dean Foster

  GREG BEAR Autore di Blood Music e di The Forge of God e del recentissimo Darvin's Radio - Intervistato da Locus sul numero di Febbraio 2000; Home Page: www.gregbear.com
 

Manzieri fa avanzare il terreno della vecchia tradizione dell'arte fantascientifica nel regno digitale: un Ed Emshwiller moderno, e versatile quanto lui.

"Manzieri carries on the grand old tradition of SF art in the digital domain--a modern Ed Emshwiller, and just as versatile!"
Greg Bear

ALASTAIR REYNOLDS - author of "Revelation Space" Home Page: http://members.tripod.com/~Voxish/Home.html

Maurizio è stato uno dei primi artisti nel campo della SF a lavorare in modo profondo coi mezzi digitali. Comunque ben altro che un semplice pioniere, fa apparire completamente naturale il suo lavoro coi pixel piuttosto che con il colore. Le sue immagini hanno un raro calore ed una serenità che manca nella maggior parte delle opere d'arte digitali... Più potere ai tuoi strumenti grafici, Maurizio!

"Maurizio was one of the first SF artists to work largely in digital media. More than just a pioneer, though, he makes working with pixels rather than paint seem completely natural. His pictures have a rare warmth and serenity which is missing from much digital artwork... ..More power to your graphical input device, Maurizio!"
Alastair Reynolds

  ROGER MAC BRIDE ALLEN Author of "The Depths of Time" and "The Ring of Charon" Home Page: www.rmallen.net
 

La maggior parte delle copertine di fantascienza sono illustrazioni, o almeno cercano di essere illustrazioni, cioè immagini che illustrano una particolare ambientazione nel libro o un particolare momento nella storia. Dati i limiti del formato della copertina di un libro, spesso è difficile o impossibile fare un'illustrazione accurata, una illustrazione che sia un esatto ritratto di un personaggio, nel momento in cui fa esattamente quel qualcosa che viene descritto nel libro. Ma le preoccupazioni tecniche di rado rappresentano l'intero problema. Il direttore artistico vorrà che la ragazza sia più graziosa, che indossi vestiti più sensuali, desidera che le esplosioni siano più ampie, preferisce che la nave spaziale sia di colore rosso vivo piuttosto che di un grigio anonimo, chiede che l'eroe sia alto e ben fatto invece che basso e sgraziato. E' molto più facile fare un'illustrazione di questo tipo, cioè non fedele, piuttosto che una fedele. Così l'artista pigro rende tutto nella sua copertina più stupido, più semplice, più urlato e più sensuale di quanto non sia in realtà, e lo lascia così. E' molto più difficile illustrare un'idea, un tema, tracciare il quadro di un concetto del libro, di ciò che tratta il libro. E' ciò che Maurizio Manzieri ha fatto con successo nella copertina di The Shattered Sphere. Mentre nel libro non c'è nulla che assomigli anche remotamente alla scena di copertina, l'immagine ritrae direttamente e con accuratezza molti elementi della storia già ad una semplice occhiata. La copertina ci dice che la Terra è stata attaccata e rapita da strani esseri, a metà tra la macchina e l'essere vivente, apparsi all'improvviso nello spazio attraverso un buco nero. E questo, senza dubbio, è ciò che narra il libro. Grazie Maurizio per esserti accollato il difficile compito di far sì che la copertina aiutasse la storia. 

Most science-fiction covers are illustrations, or at least intended to be illustrations -- that is to say, pictures that illustrate a particular setting in the book, or a particular moment in the story. Given the size limits of a book cover, it is often difficult or impossible to do an accurate illustration -- one that is an exact portrait of a character, shown doing exactly what is described in the book. But technical issues are rarely the whole story. The art director will want the girl prettier, want her to wear sexier clothing, want the explosions bigger, want the spaceship bright red instead of dull grey, want the hero tall and handsome instead of short and ugly. It is a lot easier to do such an inaccurate illustration, rather than an accurate one. So the lazy artist makes everything in his cover dumber, simpler, broader, louder, and sexier than it is, and leaves it at that. It is far more difficult to illustrate an idea, a theme, to draw a picture of the book's concept, of what the book is about. This is what Maurizio Manzieri has done, with great success, in his cover for THE SHATTERED SPHERE. While nothing remotely like the scene on the cover takes place in the book, the image directly and accurately portrays many elements of the story at a single glance. The cover tells us that the Earth has been attacked, and stolen, by strange beings, half- machine and half-alive, that burst out of a black hole in space. And that, indeed, is what the book is about. Thank you, Maurizio Manzieri, for doing the very difficult job of making the book cover help the story
Roger MacBride Allen

ARNDT VON KOENIGSMARCK - curatore della collana tedesca 3D Character Design Home Page: www.vonkoenigsmarck.de

Ho incontrato per la prima volta l'arte di Maurizio Manzieri verso la fine del 1999 allorché feci alcune ricerche per il mio libro 3D Character Design. Fu subito amore a prima vista nel momento in cui vidi le sue immagini che mostravano sinfonie di morbide forme femminili con gelidi elementi meccanici. Anche se quasi nessuna delle opere di Manzieri sia fatta con l'aiuto di software 3D decisi di aggiungere comunque alcune sue immagini al libro. Sono dell'idea che l'opera di Manzieri sia una fonte di ispirazione per ogni tipo di artista CGI. La risposta molto positiva da parte dei miei lettori non ha fatto altro che confermare la correttezza di questa mia decisione.

I first recognized the art of Maurizio Manzieri in late 1999 when I did some investigations for my book "3D Character Design". It was "love at first sight" when I saw his images, showing symphonies of soft female forms with cold mechanical elements. Also nearly none of Manzieris works are made with the help of a 3D-Software I decided to add some of his images to my book. I think Manzieris work is a source of inspiration for all kind of CGI-artists. The very positiv feedback from my readers gave me a confirmation for that decision.

  Arndt von Koenigsmarck

 

FRANCO FORTE

 

Anche se Maurizio aveva già dato grandi prove della sua bravura artistica in Internet o illustrando riviste all'estero (eclatante il caso dell'inglese Interzone), mi piace considerarmi un po' il "padre" dell'attuale Manzieri, illustratore di Urania. Nel 1997 stavo preparando insieme a Giuseppe Lippi il primo Millemondi tutto italiano, e in copertina ero deciso ad avere una illustrazione creata da un autore italiano. Durante la cena di gala dell'Italcon di quell'anno, fortuna vuole che io e Maurizio fossimo seduti allo stesso tavolo. Conoscevo le sue qualità, e quindi provai a discutere con lui un progetto per una copertina. Ridendo e scherzando ne usci' l'idea che poi avrebbe fruttato la bellissima illustrazione che campeggia sul Millemondi "Strani giorni", e che io mi preoccupai di portare in Mondadori, caldeggiandola vivamente per la pubblicazione. In Mondadori non solo accettarono, ma si resero conto immediatamente delle potenzialita' di un simile artista, e ben presto Maurizio venne chiamato in scuderia. Da allora, imperversa con assoluta padronanza sulle copertine della principale collana di fs italiana. Grande risultato, il suo, che mi piace considerare anche un po' mio.
Franco Forte

  ERNESTO VEGETTI

Ho conosciuto Maurizio praticamente in contemporanea con le sue opere. E' quindi difficile discernere se ho provato subito simpatia per lui influenzato dalle sue opere o se le sue opere mi sono piaciute perché Manzieri mi era simpatico. Maurizio è l'artista più sorridente ed entusiasta che conosca (e si che artisti entusiasti ne conosco: a caso Festino e Thole, in ordine rigorosamente alfabetico). Certamente se uno non è entusiasta del proprio lavoro non dura molto nel campo artistico. A quel che ne so è uno primi illustratori che utilizzi e che abbia utilizzato il computer per disegnare. Altri (Patrito per esempio) sono arrivati al computer in seguito, ma Maurizio ha affrontato da subito il mestiere con questo mezzo. I risultati sono sempre di un fortissimo impatto (nel bene e ne male). Non sono un critico. Il mio sforzo critico massimo è: mi piace, non mi piace. Bene. Aldilà dell'amicizia, l'opera di Manzieri, mi piace.
Ernesto Vegetti

 

SILVIO SOSIO webmaster di www.fantascienza.com editor di Delos Science Fiction: www.delos.fantascienza.com

 

Maurizio Manzieri è una delle persone più' entusiaste che conosca. Possiede una carica contagiosa. Voglio dire, immaginate di stare seduti a tavola per un paio d'ore vicino a uno che vi racconta in continuazione quante cose eccezionali stia facendo. Con chiunque altro, la cosa dovrebbe risolversi con uno dei due che finisce sotto al tavolo tramortito. Con Manzieri è diverso. Il suo entusiasmo passa attraverso il suo elegante completo sempre a posto, un "costume" così strano addosso a un artista (una figura che ci immaginiamo sempre con maglione a collo alto, jeans sdruciti e magari baschetto), e ci entra dentro, tanto che alla fine non siamo solo felici per lui, ma quasi convinti che i suoi successi siano, in qualche misura e per qualche ragione, anche un po' nostri. Bisogna precisare che se Maurizio racconta a profusione dei suoi successi, a volte lasciandovi con la suspence per settimane e stuzzicandovi con dei misteriosi "grandi notizie, poi ti racconterò", non cade mai nell'autocompiacimento. Anzi, racconta tutti i suoi clamorosi successi come se fossero accadimenti miracolosi, regali piovuti dal cielo e del tutto immeritati. Anche se e' evidente che tutte quelle cose gli possono accadere solo perché è dannatamente bravo, altrimenti sarebbe il campione mondiale di fortuna. E' invece sempre pronto a parlare con grande enfasi dei suoi colleghi, sia quelli che lo hanno preceduto, molti dei quali sono per lui veri e propri idoli, sia di quelli più giovani, che lui stesso promuove e aiuta. Caspita, se tutti fossero come Manzieri il mondo sarebbe davvero divertente.
Silvio Sosio

FRANCO RICCIARDIELLO

Nessuno mi crede quando dico che per i miei acquisti scelgo i libri dalla copertina. E' un criterio decisamente più razionale della trama: questa si riferisce al suo contenuto, mentre la forma con cui è scritto un romanzo può essere assolutamente indipendente dall'argomento. Ho preso cantonate solenni per scegliere un libro dalla trama, raramente mi è capitato con la copertina. Ogni illustratore fornisce dell'opera una propria personale interpretazione, ma è esattamente quanto avviene per qualsiasi lettore. Se chiediamo un parere sul medesimo romanzo a due lettori, potremmo ottenere interpretazioni differenti. Se vogliamo, l'approccio ermeneutico dell'illustratore è il medesimo del critico o del lettore, però la sua personale versione (l'illustrazione) sollecita a sua volta una lettura. Poiché tuttavia si tratta di una interpretazione di una opera preesistente, comporta automaticamente un giudizio a priori anche di quella. La funzione dell'illustrazione di copertina è quella di mettere il potenziale acquirente direttamente in sintonia con l'atmosfera del libro, e dunque con la sua forma piuttosto che con il suo contenuto. Per questa ragione sono rimasto molto contento quando Maurizio Manzieri è stato incaricato dallo staff editoriale di Urania di illustrare il mio romanzo "Ai margini del caos", e nel momento in cui è stato richiesto il mio parere su una copertina alternativa (una rielaborazione in negativo del dipinto di Böcklin che è protagonista dell'avventura) mi sono espresso per la tavola di Manzieri. La figura della protagonista del romanzo, Vic, è resa in modo intenso, commovente. La sua espressione estatica ricorda immagini della pittura fiamminga, ma in più dei suoi occhi c'è una consapevolezza dell'orrore che sta dall'altra parte della tela squarciata. La sua postura è plastica e artificiosa allo stesso tempo. Quelle braccia allacciate dietro la schiena fanno pensare perché dovrebbe mettersi in quella posizione per osservare un quadro? Ho sentito parlare per la prima volta di Maurizio Manzieri nel 1981, quando il mio primo racconto in assoluto apparve su una antologia dell'Editrice Nord dedicata ai partecipanti a un concorso letterario. La copia dell'antologia che ancora possiedo riporta la mia personale classifica: al primo posto è segnalato "Milena" di Maurizio Manzieri, un raccontino di viaggi nel tempo. Chi pensa che sia stata una fortuna per la fantascienza italiana che Manzieri sia diventato disegnatore e non autore, dovrebbe piuttosto leggere il mio racconto. A volte mi sorprendo a pensare che la realtà fenomenica dovrebbe imparare dall'arte di illustratori come Manzieri: i suoi cieli sono decisamente più credibili, le sue donne più espressive, i suoi colori hanno spesso una varietà maggiore e più gentile di quelli del visibile. Nella texture della pelle umana, nelle forme plastiche di luce ed ombra sui muscoli, nel rendering dei suoi giochi di luce, nelle increspature iperrealistiche dei vestiti, nelle labbra dischiuse delle sue donne è già contenuta in nuce una realtà che non teme confronti con la Materia: e come tutte le forme espressive che scelgono il realismo del dettaglio, il risultato è un feticismo della Materia: una sintesi mimetica ispirata dalla letteratura non-mimetica per eccellenza, una metonimia visuale della Realtà. Dunque, se è vero che la fantascienza è la "metafora epistemologica" per eccellenza, allora la pittura digitale ne è la metonimia.

Franco Ricciardiello

THEA HARDY, Art Director 1997-2000 SFWA Bulletin  

SF e Fantasy rappresentano una forza potente per unirci nelle speranze umane e nei sogni del globo intero. A parte tutti gli incredibili libri scritti negli ultimi cento anni, rappresentazioni visive come Star Trek e Star Wars non sono altro che gli esempi più ovvi del loro possibile impatto. Ma la copertina mantiene un posto speciale nel cuore degli amanti di SF e Fantasy. Nella mia posizione di Art Director del Bollettino dell'associazione Science Fiction & Fantasy Writers of America, ho avuto il privilegio di lavorare in maniera ravvicinata con Maurizio Manzieri per la copertina che ha fatto per la nostra prima uscita nel nuovo millennio. Penso che tutti si rendano sempre più conto quanto l'arte di Manzieri sia insolitamente fine (vibrante, resa in maniera stupenda e piena di vita ed immaginazione) ma non tutti sono stati tanto fortunati da poter lavorare personalmente con lui, cosa che rivela il suo spirito in modo più profondo. Il suo talento da artista si unisce ad una tale disponibilità ed una tale grazia che lavorare con lui (completamente in modo elettronico, niente di meno!) diventa in se stessa un'esperienza creativa di collaborazione. Il suo spirito rappresenta quella sensibilità mediterranea che è alla base della nostra cultura occidentale. Mentre Galilelo cercava la comprensione nelle stelle, persone come Maurizio Manzieri lo fanno in un modo diverso e rivelano nella loro opera scoperte umane personali  che possono influenzarci in tutto il mondo.

SF&F is a powerful force for uniting us in human hopes and dreams around the entire globe. Aside from all the incredible books written over the past century, visual presentations such as Star Trek and Star Wars are a few obvious examples of the possible impact. But cover art holds a special place in the hearts of lovers of SF&F. In my position as Art Director for the Science Fiction & Fantasy Writers of America's quarterly, The Bulletin, I had the privilege of working closely with Maurizio Manzieri on his fantastic cover for our first issue of the new millennium. I think it is becoming obvious to all that Manzieri's art is unusually fine - vibrant, beautifully rendered, and filled with life and imagination - but not everyone has been fortunate enough to have the experience of working with him personally, which reveals his spirit in a deeper sense. His talent as an artist is matched by his openness and graciousness such that working with him (all electronically, no less!) became a creative collaborative experience in itself. His spirit is representative of that Mediterranean sensibility that is at the root of our Western culture. Even as Galileo sought understanding in the stars, people like Maurizio Manzieri are doing so in a different way, and revealing personal human discoveries in their work that can affect us all around the world.
Thea Hardy

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