Intervista a Maurizio Manzieri
di Emiliano Farinella

1. Il tuo strumento di lavoro è il computer, sei un illustratore di fantascienza che si trova a suo pieno agio con le tecniche produttive digitali. Quali sono i punti di contatto e le differenze significative con le generazioni precedenti di illustratori tradizionali?

Non saprei. Questi discorsi generano perplessità e si finisce spesso col disquisire su cosa sia Arte, e su cosa non lo sia. L'illustratore è un artista che pone la sua Arte al servizio di un editore allo scopo di realizzare immagini commerciali, che in un sol colpo attraggano gli sguardi di migliaia di nuovi possibili acquirenti. Se si ragiona in questo modo, ciò che conta è il risultato finale, non il modo in cui l'illustrazione è realizzata. In termini di tempo, un computer consente di acquisire una velocità insuperabile rispetto alle tecniche tradizionali ed è eccezionalmente versatile quando si tratta di presentare una serie di bozzetti ognuno leggermente diverso dall'altro. Oggi un'illustrazione può essere pilotata fino al più infinitesimale pixel, e l'Arte sta prendendo sentieri differenti...molte volte se la tecnica non è apertamente dichiarata, è impossibile stabilire se un'immagine sia un quadro ad olio oppure una fotografia. Secondo me un illustratore può utilizzare indifferentemente il mezzo con cui si sente più a suo agio. Alcuni miei colleghi non hanno voluto passare all'illustrazione digitale poiché giudicavano questo passaggio sminuente, altri desideravano intensamente farlo ma non riuscivano in alcun modo a legare con le diavolerie della tecnologia moderna. Conosco altri che una volta passati al digitale, non hanno più toccato un pennello, non sono stati più in grado di tornare indietro, altri che operano con un misto di tecniche manuali e digitali, altri ancora che hanno infranto la barriera del 2D, realizzando molte copertine in 3D.

2. L'illustrazione digitale è comunemente usata in ogni campo, il rapporto con la fantascienza è in qualche modo privilegiato?

Indubbiamente. La sperimentazione del mezzo digitale permette di realizzare qualunque cosa. Oggi come oggi il computer è utilizzato in tutti campi dell'illustrazione, dal fumetto alla realizzazione di poster cinematografici. Ad ogni modo, la sontuosità degli scenari è legata soltanto alla creatività dell'artista, non all'estrapolazione matematica del computer. Siamo davvero fortunati a vivere in quest'epoca, e ad avere le possibilità di adoperare macchine così perfette da permetterci di lavorare con un livello di precisione così elevato. Il mio collega Larry Gartel si è fatto portavoce del Movimento Digitale, promuovendo tecniche digitali di ogni tipo fino a raggiungere i massimi riconoscimenti presso le principali accademie di Belle Arti statunitensi. Per chi volesse saperne di più, il suo sito è: www.gartel.com .

 

3. Che possibilità offre la produzione digitale? Il prodotto finale in cosa è significativamente diverso?

 

La differenza fondamentale tra il passato e il futuro consiste nel venire meno del concetto di unicità: un'opera d'arte può essere riprodotta indefinitamente nel tempo ed essere fruita da un gran numero di appassionati senza che scompaia o scolorisca con il passare degli anni. Esistono poi diversi livelli di sfumatura digitale: secondo le proprie esigenze, si può far trasparire o no il supporto digitale. All'occhio esperto non sfuggono più alcuni filtri o metodi di trattamento dell'immagine digitale. Si può anche decidere di dipingere semplicemente simulando le tecniche tradizionali. In tal caso è davvero impossibile stabilire se il file digitale è un'illustrazione realizzata al computer, oppure se si tratta di una scannerizzazione di una tela realmente esistente. E' importante comprendere in ogni caso che la tecnica personale dell'artista e la creatività sono due doti insostituibili. Personalmente mi piace sovente iniziare una nuova illustrazione partendo da uno schizzo a matita o a carboncino, e soltanto dopo spargere i colori virtuali sul canovaccio...dipingere al computer mi dona una certa serenità: è un piacere sapere che la tua opera diventerà immortale e non dovrà MAI essere restaurata!

 

4. Le tecniche produttive come influiscono sulla sensibilità dell'autore? Il sistema produttivo digitale credi ti abbia influenzato?

 

E' importante conoscere bene lo strumento che si sta adoperando. Quando impugno la penna ottica e mi siedo davanti allo schermo, dimentico completamente di trovarmi di fronte ad un computer. Sono seduto nel mio studio davanti ad una tela bianca e la mente è concentrata sull'immagine finale. Tutte le magiche funzioni, e le incredibili varietà di colori ed effetti speciali sono lì soltanto come eventuali optional da utilizzare per raggiungere il risultato. Il puntatore sullo schermo indica le dimensioni del pennello; è sufficiente una leggera pressione sulla tavoletta grafica per ottenere un magnifico spruzzo di colore.

5. La fantascienza sta attraversando un momento d'oro nella comunicazione. L'iconografia fantascientifica sembra assicurare sempre un buon successo di immagine. Come interpreti questo fenomeno?

La rappresentazione letteraria o cinematografica dell'infinito ci permette una visualizzazione facilitata e priva di rischi di alcuni aspetti sottocutanei dell'ignoto. Quest'estate ero seduto in un cinema IMAX di Lucerna, al Museo dei Trasporti, e ho assistito ad un documentario sulle missioni Shuttle. Sono rimasto senza parole, e ancor di più mi ha colpito il pubblico. La gente osservava assorta e meravigliata le vertiginose immagini del Pianeta Terra, e gli sguardi erano rapiti, le bocche semisocchiuse nell'ammirare tutta quella bellezza... Se un illustratore di fantascienza è in grado di rappresentare fotorealisticamente un mondo alieno, suscita nella platea di appassionati un sentimento di piacere per la possibilità di assaporare nuove dimensioni della realtà. Non mi sembra poco in un mondo dove la fantasia sembra essere andata in letargo...

 

6. I mezzi di rappresentazione visiva si stanno evolvendo e affinando, adesso è possibile usufruire compiutamente anche di questi per narrare storie, passare emozioni e trasmettere messaggi. Nel cinema, soprattutto quello di fantascienza dove da vedere c'è molto, si ridefiniranno i rapporti tra le parti per una diversa valorizzazione della comunicazione visiva?

 

Penso alla grafica per la comunicazione che pare molto avanti rispetto al cinema, icone e simboli potentemente evocativi sono ancora poco usati al cinema, e l'overloading di informazione visiva è ancora inusuale. Di recente ho visto alcuni filmati che mi hanno sinceramente impressionato: sono i corti di Mariano Equizzi. La sua opera Syrena è geniale, e mostra come l'apparizione di nuovi talenti porti nel nostro settore una vera e propria ventata di aria fresca. Un consiglio da amico: se qualcuno se li fosse persi, è il momento di recuperare il tempo perduto. Perbacco...per adesso sono ancora in visione gratuita!

 

7. Il cinema di fantascienza ha un gran bisogno di bravi artisti digitali. Hai qualche interesse professionale nell'industria del cinema?

 

In questo momento sono unito al progetto Sinkha di Marco Patrito. In ogni interstizio di tempo libero mi dedico poi alla mia carriera personale di ‘cover artist'...ho intenzione di produrre un discreto numero di illustrazioni ! Sarei davvero onorato un giorno di essere ricordato come un illustratore di Arte Fantastica... Non è da escludere comunque che, se alcune idee prendono piede, possa dedicarmi anche al mondo del cinema.

8. Qual è il contributo dell'illustrazione alla creazione di un immaginario fantascientifico?

Grandissimo. Da ragazzo osservavo tutte le copertine di Karel Thole nei minimi dettagli e assaporavo ogni sua illustrazione come se fosse un dono immenso. Giunsi ad acquistare alcuni volumi soltanto per le sue illustrazioni e per l'atmosfera incredibile di cui permeavano ogni romanzo. Credo che l'illustrazione fantastica conferisca solidità alla nostra fantasia. C'e' un periodo della nostra vita in cui le immagini costituiscono davvero la porta d'ingresso su altri mondi. Ed è molto bello raccogliere a mia volta quest'eredità e influenzare negli anni a venire altre generazioni di artisti.

 

9. Nel mercato editoriale la grafica sta prendendo il sopravvento sull'illustrazione? Grafica e illustrazione sono due entità separate? Qual è il rapporto, e quale genere di integrazione reciproca ti auspichi?

 

L'Italia è uno di quei paesi in cui recentemente, almeno in campo fantastico, la grafica è anteposta all'illustrazione. Molte case editrici ricorrono a fotografie, oppure all'esaltazione del lettering. Oserei direi che talvolta l'illustratore è considerato alla stregua di un grafico pubblicitario piuttosto che di un'artista, e questo genera una certa delusione nel suo animo nobile e sensibile ! Beh, è sufficiente entrare in una libreria e dare un'occhiata in giro alle covers in esposizione sugli scaffali per rendersi conto della seriosa qualità del materiale illustrato. La tipologia d'illustrazione dei generi letterari è abbastanza evidente e definita: per il mainstream foto, immagini fioche, sfumate, color pastello; per la fantascienza pianeti, lame di luce radente e' lens flares'

10. Cosa stiamo perdendo e guadagnando nella commistione crescente tra grafica e illustrazione?

Credo che all'estero ci sia un'attenzione particolare nel coccolare gli illustratori di grido. Credo che qui si perda l'opportunità di creare una scuola di illustratori, un archivio di immagini di qualità...In Italia esistono moltissimi illustratori in gamba, non mi pare però che possano sentirsi stimolati a produrre grandi cose, considerata l'attuale tendenza di mercato. L'illustrazione fotorealistica è considerata un'opzione soprattutto da edicola, ma non da libreria (forse proprio perché le edicole sono anche un forte canale di distribuzione del fumetto). Inoltre c'è un'invasione incredibile di grafici, alcuni davvero bravissimi, che, grazie all'ausilio di un computer riescono a elaborare in tempi brevissimi copertine tecnicamente perfette: colpi di luce, qualche titolo cubitale, e il gioco è fatto...ovviamente la scelta predominante è quella dell'ottimizzazione economica, non quella dell'originalità ! Dal canto mio, non cambierei per nulla al mondo un'illustrazione di Michael Whelan o Donato Giancola con una copertina grafica...

 

11. Quale panorama professionale si trova innanzi a un illustratore di fantascienza sul campo italiano e internazionale?

 

In Italia il mercato dell'illustrazione è molto ristretto. Stranamente può essere più facile sfondare all'estero, che in Italia...tuttavia bisogna essere decisamente bravi. La competizione e la preparazione degli artisti stranieri ha raggiunto livelli eccelsi.

 

12. Individui particolari contingenze che ti hanno permesso di sfondare all'estero? Quali consigli ti sentiresti di dare a tuoi giovani colleghi in attesa di emergere?

 

Non esiste una magia particolare per sfondare all'estero. Credo bisogna innanzi tutto essere coscienti del proprio stile e raffrontarlo con quello di altri popoli , altre nazioni. Bisogna imparare a conoscersi, avere il coraggio di rischiare. Molte volte è necessario acquisire professionalità e freddezza direttamente sul campo. La soluzione ideale, e forse non proprio la più economica, sarebbe quella di esporre direttamente le proprie opere in convention all'estero. Se lo stile piace, i battenti si spalancano a una velocità incredibile: in particolare agli americani piace gratificare la personalità di un artista in cui credono. Ovviamente non sono tutte rose e fiori. Si può tentare di farsi avanti e, pur essendo bravi, non essere minimamente considerati per una questione di semplice sfortuna, o soltanto perché non si è scelto il momento storico adatto. Lavorare per via telematica o per corrispondenza con altri può essere davvero frustrante, dipende tutto dalla disponibilità del nostro interlocutore. Un illustratore internazionale di mia conoscenza mandò un giorno alla Bantam un plico ineccepibile, contenente alcune illustrazioni eccezionali. Il pacco ritornò indietro al mittente alcuni mesi dopo accompagnato da una gentile lettera di remissione. La cosa più incredibile sta nel fatto che il plico non era stato assolutamente aperto. La lettera diceva: "Gentile signore, la ringraziamo per la preferenza accordata alla nostra casa editrice, ma siamo soliti selezionare personalmente i nostri illustratori. Siamo spiacenti, non accettiamo in visione portfolio non richiesti ".

 

13. Il pubblico cosa apprezza di più della tua opera?

 

Lo slancio e la spontaneità di alcune figure umane. E soprattutto la tranquillità serafica e la sicurezza che emana da alcune di esse. Cerco di infondere in alcuni dei miei personaggi una calibrata dose di carisma...

14. E la "critica" ?

Alcune mie immagini sono state liquidate come nefande nel gusto e nella rappresentazione. Su Ansible apparve una critica pesantissima nella quale si attaccò una mia illustrazione per i suoi forti contenuti erotici, eppure quella stessa immagine vinse due premi internazionali ed apparve all'interno di un annuario americano del Meglio dell'Anno senza visti di censura. Mi piace rappresentare la bellezza femminile in tutte le sue forme e quando si decide di affrontare questo delicato argomento bisogna stare attenti. Il mio amico Gil Bruvel si è visto rifiutare la distribuzione del suo videogioco 3D "Of Light and Darkness" poiché sulla scatola era disegnato una creatura angelica e androgina, priva di veli e accovacciata su se stessa. Perfino Sinkha di Marco Patrito ha dovuto censurare un'immagine prima di essere presentata al mercato statunitense...

 

15. Cosa ti aspetti visivamente dalla SF dei prossimi anni?

 

Sono sempre stato un grande ammiratore di videogiochi visionari come Mist e Riven. Considero un capolavoro insuperabile in questo settore proprio l'opera appena citata "Of Light and Darkness", www.oflightanddarkness.com . Mi piace sognare un futuro in cui un grande artista, forse non ancora nato, lavorerà alla creazione virtuale di città del passato, oppure di città aliene rappresentate in tutta la loro perfezione e magnificenza grazie alla potenza dei computer delle prossime generazioni. Mi aspetto di assistere alla possibilità di interagire con ambienti affascinanti e iperrealistici, vere e proprie opere d'arte in 3D, e magari di camminare in mezzo ai viali di un mondo distante, sentendo sulla pelle il fruscio di una brezza aliena...

 

16. A quale immaginario del futuro stiamo approdando?

 

A quello del ciclo di Otherland, di Tad Williams. Un mondo basato sull'uso sfrenato della realtà virtuale.

 

17. Quali sono in generale le sfide più ostiche per un illustratore di SF? E per te?

 

Per me ogni disegno è una sfida. Mi piace dipingere qualsiasi cosa. Talvolta non resto soddisfatto dall'intensità dello sguardo di un personaggio e rimango a lavorare su di un viso per giorni interi. Ritengo importante curare con attenzione i punti focali dell'immagine su cui lo sguardo dell'osservatore si concentra ...

 

18. La fantascienza è un genere che per vocazione si occupa del "mai visto prima". Rappresentare visivamente quello che mai si è visto è ancora più difficile che narrarne? Come si risolve graficamente una sfida del genere?

 

Impossibile da spiegare. E' qualcosa che nasce dentro il profondo del nostro animo artistico ed è frutto di decine d'anni di studio, d'osservazione, di letture. Talvolta stiamo lì a disegnare immersi in un'atmosfera di completo deja vu.... Ogni illustratore crea alieni differenti, un po' come la calligrafia è differente per ciascun individuo...

 

19. Come si rappresenta l'alieno, il diverso? Quali sono le tipologie grafiche più diffuse?

 

Che domanda è mai questa ? Godzilla e Star Wars non vi hanno proprio insegnato nulla ? Branchie, squame, tentacoli, appendici vibranti.... Secondo il mio modesto parere, gli alieni più inquietanti sono comunque quelli disegnati da Barlowe...

 

20. Icone e cliché per far passare subito l'alienità graficamente come si sono evolute nel tempo? Adesso dove siamo approdati e cosa ti aspetti nel futuro?

 

Gli effetti raggiunti oggi sono sorprendenti. Il livello di realismo delle scene è già talmente elevato, l'audio talmente raffinato, che il grado di coinvolgimento dello in una rappresentazione teatrale o cinematografica si avvicina all'immedesimazione totale. Adesso mi aspetto più classe, film che facciano non soltanto divertire ma che rimangano impressi nel nostro animo per la bravura del regista.

 

21. Come si rappresenta graficamente la scienza e la tecnologia? Nel tempo che percorso si è seguito per rappresentare la modificazione nell'uomo apportata dalla tecnologia?

 

Astronavi e robot incarnano nelle loro forme lo spirito e il sapere scientifico del tempo. Gli elettrodi e le valvole del robot del Pianeta Proibito sono stati sostituiti dai microchip di Matrix. Le modifiche apportate nell'uomo dalla tecnologia sono anche la storia degli effetti speciali nel cinema.

 

22. Come si rappresenta un futuro che non puzzi subito di antico?

 

Imparando a divenire un architetto di stili alieni, escogitando nuovi modi per rappresentare nuove forme di vita, imparando a viaggiare nel tempo con la mente...