In laboratorio con Maurizio Manzieri

Chiediamo a Maurizio Manzieri di svelarci qualche segreto della sua arte e di accompagnarci in un breve tour attraverso i suoi strumenti di lavoro e l’elaborazione di alcune sue opere.

Quali sono i tuoi strumenti di lavoro?

In genere mi affido completamente a un computer Macintosh. Da circa un mese ho acquistato un compiacente G4 attrezzato con circa 200Mb di Ram, grazie al quale riesco a raggiungere zone dell’Universo sempre più misteriose e sconfinate. Questa macchina eccezionale costituisce il telescopio Hubble della mia Fantasia. Attorno al cuore centrale del computer sono disposte tante piccole e utili periferiche: una stampante Epson Stilus Photo EX, uno scanner, un monitor da 21", un secondo monitor da utilizzare come deposito di menù e palette, un masterizzatore, supporti d’archiviazione e trasferimento dati tipo Jaz e Zip, eccetera, eccetera…

 

Che metodi adotti?

 

Prima di iniziare a disegnare vado a fare una bella passeggiata. Mi rilassa e mi permette di riflettere sulla natura dell’Universo e sull’uomo. Respiro una bella boccata d’aria salubre, sollevo gli occhi al cielo azzurro, guardo di sottecchi il sole ricordando che è una stella, e le immagini e le idee iniziano a sfrecciarmi innanzi agli occhi a velocità fotonica… Mi piace osservare panorami e abissi, percorrere sentieri sulla cresta di montagne, esplorare grotte. Il mio sogno è di recarmi nello Utah del Sud ad esplorare il Bryce Canyon…

 

Come si rappresentano graficamente le emozioni in una sola immagine?

 

E’ una questione molto personale, basata sulla cultura e sul gusto estetico individuale. Bisogna saper sognare ad occhi aperti, domare e imbrigliare le proprie visioni fantastiche, il nostro senso d’irrealtà, tradurlo quindi sulla tela…

 

La copertina di un libro in che rapporto sta con l’opera letteraria?

 

L’illustrazione di una copertina deve racchiudere un bel po’ di cose: lo spirito del libro, lo stile dell’artista, la grafica della collana, il gusto dell’editore…
Il rapporto e’ molto stretto, ed è davvero un evento raro riuscire a realizzare un felice connubio tra illustrazione e opera letteraria. In genere la colpa è, come al solito, del fattore tempo… L’ideale sarebbe leggere sempre il romanzo o il racconto, prima di realizzare l’opera.

 

Quali sono le tue opere tecnicamente più impegnative? Puoi spiegarci le sfide che hai dovuto superare?

 

Le opere più impegnative sono quelle che realizzi per gli altri, sono quelle in cui il fattore tempo è determinante ai fini della consegna, oppure quelle in cui incontri un Art Director particolarmente esigente. E’ davvero un dramma quando il disegno è pressoché finito e qualcuno ti chiede un capovolgimento di rotta. La professionalità richiede totale flessibilità, altrimenti è meglio lasciar perdere!

 

Quali opere ti hanno dato maggiori soddisfazioni e perché?

 

Le opere più ‘sentite’ sono evidentemente quelle in cui sono libero di scegliere il soggetto, divenendo io stesso Art Director dell’illustrazione. A questo proposito mi viene in mente l’artista americano Michael Whelan che, di tanto in tanto stufo degli editori, va a ritirarsi in pausa sabbatica per realizzare Fine Arts Illustrations dal tema libero…

 

Puoi mostrarci un tuo prodotto in diverse fasi di lavorazione? Guidaci attraverso il percorso che porta a un’opera elettronica finita...

 

Con piacere. Vi farò da guida ad una delle mie ultime cover: un lavoro commissionato dalla SFWA, l’Associazione degli Scrittori di Fantascienza d’America. Quando Thea Hardy, l’Art Director, mi contattò non pensavo stesse per schiudersi una delle pagine più belle della mia vita di illustratore. Il contatto con lo staff della rivista si rivelò un’esperienza gratificante e incommensurabilmente preziosa, sebbene gestita unicamente attraverso canali elettronici…

Questa fu la richiesta iniziale:

" Caro Maurizio, il nostro editore ha deciso di cambiare corso e modificare l’aspetto grafico della rivista. Per tale motivo le sue preferenze produrranno notevoli cambiamenti nello stile dei lavori artistici utilizzati per la copertina. E’ ancora interessato a lavori fotorealistici, che non siano estremi o scioccanti, ma che rappresentino invece la realtà in modo più sottile…voglio dire con quel piccolo tocco fantastico, che pur senza strafare dica ogni cosa... Qualcosa di molto "artsy" e contemporaneo, insomma! Useremo immagini impostate centralmente, quindi i punti salienti dell’illustrazione non ricopriranno l’intera superficie della rivista. Comprendo che tutto ciò suoni un po’ peculiare, ma siamo sicuri realizzerai un lavoro fantastico consono al tuo stile…"

…e questa fu la mia prima risposta:

Cara Thea,

Ok, hai detto "artsy" e contemporaneo…hmm….

Una simile impresa potrebbe essere realizzata seguendo due differenti approcci:

  • (A) Primo approccio. Un’illustrazione raffigurante una scena con un tocco ‘laterale’ di stranezza, una scena dove ogni oggetto appare familiare, e dove tempo e spazio si rivelano bizzarri a causa di qualche piccolo particolare indiretto;
  • (B) Secondo approccio. Un’illustrazione surrealistico/fantastica stile Michael Parkes, Magritte, Escher, dove frammenti o zone della realtà siano strettamente interconnesse ad un reame fantastico senza apparenti spiegazioni razionali. Le linee, le curve, l’attenzione al minimo dettaglio sintetizzano una fantastica emozione, generando strani e piacevoli emozioni nello spettatore.

Esempio:

La Fanciulla Fluttuante:

Illustrazione tipo A

Un’innocente e giovane fanciulla dorme nel suo letto completamente ricoperta da lenzuola di cotone. La figura occupa la parte centrale dell’illustrazione e noi osserviamo la scena dal soffitto di una classica cameretta per bambini. La fanciulla è caduta addormentata leggendo un libro che potrebbe essere Alice nel Paese delle Meraviglie, o il Mago di Oz. Una lampada rimasta accesa proietta una calda luce ambrata tutt’attorno. Nella stanza gli oggetti appaiono normali, ad eccezione di un orsetto di pelouche che galleggia nel vuoto appena sopra il suo corpo disteso. Analizzando i dettagli, comprendiamo che la stanza non è una camera, ma un cubicolo, una cuccetta all’interno di un’astronave, una stazione spaziale… Non siamo certi della verità. Ad ogni modo siamo in grado di discernere stelle e piccole porzioni di tubi e tralicci al di fuori di una stretta, oblunga finestra che circonda la spalliera del letto e parte della stanza.

L’orsetto fluttuante comunica che ci troviamo in assenza di gravità. La donna è bella, delicata, non sexy. Mi piace l’idea di un essere umano che si è addormentato leggendo letture fantastiche, mentre veleggia attraverso l’Universo. La realtà può essere un sogno. Un giorno questa scena potrebbe accadere. Il messaggio è il seguente: viviamo le nostre vite in un sogno misterioso senza notarlo. Il tocco intrigante e sottile è l’orsetto fluttuante.

Illustrazione tipo B

Soluzione surrealistico/simbolica, ma identica nel concetto alla versione precedente. La donna dorme sotto morbide lenzuola di cotone, incastonate stavolta in una ninfea oppure in una foglia d’acero alla deriva nel Cosmo infinito. Donna e lenzuola emergono dalle venature della foglia come un bassorilievo.".

Dopo un concitato dibattito interno, il dipartimento artistico dell’Associazione accolse con entusiasmo la mia idea e mi chiese di andare avanti con la seconda ipotesi. Avrei potuto procedere tranquillamente a patto però di mostrare i progressi a scopo cautelativo. Questo sistema di lavoro procura non poche grane, ma io accettai per il gusto della sfida e iniziai a proporre i miei bozzetti. Gli schizzi furono realizzati a matita, successivamente scannerizzati e spediti via e-mail all’Art Director e all’editore.

(Fase manuale: Matita. Prime linee del bozzetto per la cover SFWA)

(Matita. Primo schizzo. La fanciulla dormiente veleggia su una foglia d’acero sullo sfondo di nubi interstellari.)

(Fase digitale. Primi spruzzi di colore sulla tela elettronica. Il viso della fanciulla prende forma)

(In questa fase procedo per gradi. Invece di affrontare l’opera nella sua interezza, decido di produrre una sezione finita dell’illustrazione - in tal caso il punto focale dell’immagine -, in modo da poter presentare un primo esempio di bozza colore finita all’attenzione dell’Art Director)

(Viene realizzata una elaborata cintura, mentre sul libro della fanciulla viene proposto il marchio dell’Associazione. L’Editore accetta l’idea di buon grado.)

(Prima bozza colore esemplificativa del tono generale dell’opera)

Il soggetto centrale dell’illustrazione viene completato. La foglia necessita ancora di ritocchi, ma è abbastanza vicina alla versione definitiva.

A metà strada sia l’editore che l’Art Director richiesero alcuni improvvisi cambiamenti:

Sopraggiunsero nuove richieste dalla redazione: per esigenze di lettering, fu richiesta la possibilità che la parte superiore dello sfondo fosse di tonalità chiara in contrapposizione alla parte inferiore di colore scuro. La sfida creativa divenne enorme. Provai a riproporre la versione cosmica di un oceano di acqua che sfumava in basso verso un mare di stelle, una sorta di reminiscenza delle opere di Gregory Benford.! Durante l’opera di remake furono considerate ben otto distinte soluzioni finali.

Questo workshop rappresenta la lampante dimostrazione per tutti gli aspiranti artisti di come un’illustrazione possa divenire il risultato di un lavoro editoriale di squadra indipendentemente dalla visione iniziale dell’artista… ;-)

torna all’inizio del testo