Homepage fantascientifica di Marco Mocchi
Ultimo aggiornamento: 3 febbraio 2001
(Modifiche nelle sezioni: Articoli, Links)
visitatoridall'8 agosto 2000
Premio Omelas, fantascienza e diritti umani - Intervista ad Emiliano Farinella
(pubblicato su IntercoM 10*)
Sangue sintetico: la fine del cyberpunk in Italia
Quattro domande a Rudy Rucker
(pubblicato su IntercoM 1*)
Rucker, Escher, Dick: tassellature
di mondi fantastici
(pubblicato su Future Shock n°23 e su IntercoM 1*)
Puzzle frattale
(pubblicato su IntercoM n°146/147)
Vita da geni
(pubblicato su Future Shock n°18)
In viaggio tra le stelle
(pubblicato su IntercoM n°142/143)
Selezione
(pubblicato su IntercoM n°142/143)
La fantascienza e Walt Disney
(pubblicato su IntercoM n°140/141)
Attraversoil cielo
(pubblicato su Future Shock n°28)
I miti del raccordo anulare [sezione
2a]
CatalogoSF a cura di Ernesto Vegetti
Zombilla - Magazine sonoro sulle storie del futuro
[in costruzione]
Io - ovvero: La mia vita fantascientifica
Nascita
Fantascientificamente sono nato tardi.
Il mio immaginario si è formato precocemente, guardando da piccolo
StarTrek (telefilm) e una serie di film che tuttora adoro (la trilogia
di Guerre Stellari, ma soprattutto Il pianeta delle scimmie
e i suoi seguiti).
Il mio primo personaggio fantascientifico preferito è statoEtaBeta
.
Crescita
Ho cominciato a leggere qualcosa di diverso da Topolino di miaspontanea
volontà a 11-12 anni (L'isola del tesoro, uno deilibri più
belli che abbia letto), ho scoperto la SF attorno ai 13leggendo Verne. Poi
verso i 14 ho cominciato a leggere Asimov, per impulsoiniziale della professoressa
di Italiano che ci aveva fatto lavorare suun racconto diIo, robot.
Fantascientificamente parlando, oltre a questa "spinta" sono un "selfmade
man".
Sono cresciuto, come tutti i miei coetanei, penalizzato dall'assurdapolitica
editoriale italiana: probabilmente quando voi avevate 14 annisi trovavano
in giro parecchie cose; ma nell'88, di abbordabile per letasche di un ragazzino
c'era solo la collana "Oscar fantascienza", percirca 10.000 lire a volume.
I libri della Nord partivano dalle 20-22, iFanucci erano costosi e poco attraenti.
Così il nostro eroe (io) passò dai 14 ai 18 a leggeretutto
Asimov e pochi altri autori compatibili con il portafoglio di unadolescente,
pubblicati prevalentemente dalla Mondadori (parecchio Heinlein,Brown, Bradbury,
Conan Doyle, Sheckley) e (a partire dai 17 anni) anchequalche Urania di autori
vari (ricordo Norton, i premi Urania, Gerrold,Adams, e qualche altro).
Primo trauma: la IASFM
All'inizio del '93 (18enne da poco) ecco l'evento che condizionerà
la mia vita fantascientifica: L'ISAAC ASIMOV SCIENCE FICTION MAGAZINE
.
Ovviemente acquistai il primo numero solo perché il nome "Asimov"era
una garanzia; sapevo comunque cosa stavo comprando grazie alle varienote
autobiografiche che Asimov spargeva qua e là a piene mani.
Se non che la IASFM mi apriva gli occhi su una serie di autorinuovi
e poco conosciuti e soprattutto sul cyberpunk (che fino a quel momentoguardavo
con disprezzo).
Non lessi moltissimo dei primi numeri della IASFM italiana.
Secondo trauma: IntercoM
Il vero evento per cui ho un debito verso la IASFM avvenne dopo
pochi mesi.
Sul numero 4 di questa gloriosa testata era riportata la notizia del"primo
concorso IntercoM". "Che cavolo è questa IntercoM?".
Carta, PC e stampante, scrissi a Danilo Santoni per chiedere il bandodel
concorso e ne ricevetti una risposta molto gentile e completa: Danilomi parlava
in due righe della storia di IntercoM, dicendomi di chetipo di rivista
si trattasse.
Mandai al concorso "Il disintegratore", un raccontino davveroorripilante
(carino se fosse stato scritto, uhm..., 50-60 anni fa) chedimostra tutta
la povertà delle mie conoscenze di allora sulla fantascienza.
Spedii il racconto e ne approfittai per abbonarmi a IntercoM.
Il primo numero (il 132/33, mi pare) con copertina fotocopiata rossae nera
fu un piccolo terremoto nella mia vita fantascientifica. La primadomanda
che mi posi fu: chi glielo fa fare a questi qui di perder tempoa scrivere
80 pagine di quelle dimensioni?
Il primo racconto in assoluto del fandom italiano che abbia mai lettoè
stato La scala d'oro di Franco Ricciardiello. La secondadomanda che
mi posi: ma perché questo racconto è pubblicatosu una rivista
fotocopiata?
E lo stessa domanda, più o meno, per gli altri racconti e articoli
di quel numero, che divorai quasi completamente in pochi giorni.
Mi risultò del tutto evidente che quella che avevo in mano erala migliore
rivista da me mai letta e il miglior modo per affrontare lafantascienza.
Il fandom
Dopo aver ricevuto qualche mese dopo il COSMO SF e aver ordinato
praticamente tutte le fanzine allora pubblicate (tante a quei tempi!),mi
ero reso conto che IntercoM era la voce più interessantee di
gran lunga al di sopra di tutte le altre (tra le quali voglio salvareFuture
Shock, che ha una coerenza propria e una voglia di approfondimentonon
banali, e Terminus, il riuscitissimo esperimento di EmilianoFarinella
e del GDR).
Conclusioni
Conseguenza: lettura di racconti vari sulla IASFM, iniziale apertura
verso una lettura critica (non solo scientificamente) verso la SF, apertura
verso i piu' costosi libri della Nord e l'immediata voglia di tentare discrivere
qualcosa anch'io.
La prima cosa che IntercoM ha pubblicato di mio e' stata WaltDisney
e la SF, articolo che avevo scritto un paio di mesi dopo averricevuto
il primo fascicolo, che trovate anche on-line: l'ho riletto qualchemese fa
e ho capito quanto IntercoM avesse influenzato il mio mododi vedere
la fantascienza.
Ci ho pensato tante volte e ho realizzato che IntercoM ha contribuito
non poco a farmi "crescere" come fruitore di SF.
Sulla fantascienza
Della fantascienza mi piace soprattutto il suo rapporto con la scienza:
sia nell'aspetto divulgativo, sia in quello speculativo, e per il fattoche
la fantascienza è, secondo me, un "ponte" che unisce l'interpretazione
scientifica a quella umanistica.
Non ho uno scrittore preferito in particolare (tranne forse Rudy Rucker;in
passato lo sono stati Isaac Asimov, Robert A. Heinlein, Orson ScottCard e
Dan Simmons), pero' ho quattro romanzi preferiti:
- Il gioco di Ender, di O.S. Card
- Hyperion, di Dan Simmons
- Snowcrash, di Neal Stephenson
- L'uomo disintegrato, di Alfred Bester
Non hanno tanto in comune per quanto riguarda tematiche, strutturao altro,
ma sono tutti romanzi molto "cerebrali" e apparentemente "lineari"...e questo
dovrebbe dare indizi sul mio modo di vedere le cose...
e-mail: marcomocchi@libero.it