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PERMUTATION CITY |
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erso
la metà del ventunesimo secolo, la mente umana può essere
scannata e riversata nei computer come Copia. Si è capaci di controllarne
a piacere sia l'ambiente di realtà virtuale che lo stato. Realmente
immortali, le Copie sono minacciate soltanto dall’arresto dei computer
in cui girano i loro programmi ed è questa paura che Paul Durham
cerca di sconfiggere. Offre ad un ristretto gruppo di ricche Copie l’opportunità
di vivere in un programma di automa cellulare autoriproducente e in espansione
con Permutation City come connessione. Annesso all'automa cellulare c’è
l’Autoverse, un altro automa cellulare che simula un gruppo semplificato
di leggi fisiche e chimiche ed è capace di dar vita ad una vita
artificiale in evoluzione. Dopo migliaia di miliardi di aggiornamenti l’intelligenza
si sviluppa all’interno dell’Autoverse e le fondamenta del rifugio delle
Copie viene posto in discussione da uno scontro di differenti paradigmi.
Riconoscimenti: a prima
parte del romanzo analizza le implicazioni che si presentano partendo dall'assunto
che la cosienza può risiedere in un computer deterministico e pone
le basi per la seconda parte quando la storia parte per una direzione totalmente
inaspettata.
Il concetto di mente nella macchina ha una tradizione abbastanza lunga nella sf ed è stato rivitalizzato negli anni ottanta dal movimento Cyberpunk, ma solo con qualche eccezione notevole (The Silicon Man di Charles Platt, per esempio) non è stato fatto molto per questo soggetto affascinante, solo un po' di occhiali a specchio e un linguaggio alla moda che coprivano una assoluta mancanza di immaginazione. Permutation City si pone con ogni probabilità come il romanzo definitivo sulle possibilità e sulle conseguenza del vivere ne cyberspazio ed è tutto ciò che il Cyberpunk sarebbe potuto essere ed ha preteso di essere. Greg Egan postula che le Copie siano in essenza nient'altro che dei network neurali che, usando miriadi di regole ad hoc, simulano i processi della mente umana. Di fatto sono la parte terminale di una lunga linea di simulazioni parziali di parti corporee diverse usate da neurologhi e chirurghi per valutare le conseguenze di tecniche operative non testate o nuove medicine e sono programmate senza una conoscenza profonda di cosa sia realmente la coscienza. Nonostante ciò, le copie riescono ad ottenere un controllo totale sul loro stato emotivo e sullo schema mentale.. Mentre sarebbe stato facile gettare uno sguardo su questa contraddizione apparente, Greg Egan risolve questa difficoltà inventando del software che, attraverso prove ed errori, aggiusta il peso sinaptico nella rete neurale trovando le alterazioni minime possibili che possono raggiungere il risultato desiderato, scaricando nel processo miliardi di versioni degradate del cervello. Nel corso della prima parte del romanzo, Greg Egan fa un discorso convincente
affermando che se una personalità può essere fatta girare
su un computer non ha importanza dove le diverse parti dello schema vengono
immagazzinate (una Copia non riuscirebbe mai a capire se gira su un singolo
processore o su un network distribuito per il globo intero) o in quale
sequenza che schemi inetrmedi dallo stato A allo stato B vengono aggiurnati
(la freccia temporale soggettiva è totalmente indipendente rispetto
al flusso temporale dell'universo). In definitiva, non farà alcuna
differenza se gli schemi sono impressi in un cervello e aggiornate dal
flusso dei neurotrasmettitori, o se sono messi in cifra dagli indicatori
di segnalatori che vanno su e giù a seconda di computazioni di una
schiera di calcolatori umani.
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