fantascienza in Australia
 
REGGAN
 
Permutation City PERMUTATION CITY
contorni
 
 *  E. C. Leeper
 *  J. Strahan
 
 
 

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erso la metà del ventunesimo secolo, la mente umana può essere scannata e riversata nei computer come Copia. Si è capaci di controllarne a piacere sia l'ambiente di realtà virtuale che lo stato. Realmente immortali, le Copie sono minacciate soltanto dall’arresto dei computer in cui girano i loro programmi ed è questa paura che Paul Durham cerca di sconfiggere. Offre ad un ristretto gruppo di ricche Copie l’opportunità di vivere in un programma di automa cellulare autoriproducente e in espansione con Permutation City come connessione. Annesso all'automa cellulare c’è l’Autoverse, un altro automa cellulare che simula un gruppo semplificato di leggi fisiche e chimiche ed è capace di dar vita ad una vita artificiale in evoluzione. Dopo migliaia di miliardi di aggiornamenti l’intelligenza si sviluppa all’interno dell’Autoverse e le fondamenta del rifugio delle Copie viene posto in discussione da uno scontro di differenti paradigmi. 
Riconoscimenti: 
      Australian SF Award (Ditmar) 1995 
      John W. Campbell Memorial Award 1994 
      finalista Philip K. Dick Award 1995 
      partecipante al BSFA Award, 1995 
      Locus Recommended Reading List 1994 

a prima parte del romanzo analizza le implicazioni che si presentano partendo dall'assunto che la cosienza può risiedere in un computer deterministico e pone le basi per la seconda parte quando la storia parte per una direzione totalmente inaspettata. 
Il concetto di mente nella macchina ha una tradizione abbastanza lunga nella sf ed è stato rivitalizzato negli anni ottanta dal movimento Cyberpunk, ma solo con qualche eccezione notevole (The Silicon Man di Charles Platt, per esempio) non è stato fatto molto per questo soggetto affascinante, solo un po' di occhiali a specchio e un linguaggio alla moda che coprivano una assoluta mancanza di immaginazione. 
Permutation City si pone con ogni probabilità come il romanzo definitivo sulle possibilità e sulle conseguenza del vivere ne cyberspazio ed è tutto ciò che il Cyberpunk sarebbe potuto essere ed ha preteso di essere. 
Greg Egan postula che le Copie siano in essenza nient'altro che dei network neurali che, usando miriadi di regole ad hoc, simulano i processi della mente umana. Di fatto sono la parte terminale di una lunga linea di simulazioni parziali di parti corporee diverse usate da neurologhi e chirurghi per valutare le conseguenze di tecniche operative non testate o nuove medicine e sono programmate senza una conoscenza profonda di cosa sia realmente la coscienza. 
Nonostante ciò, le copie riescono ad ottenere un controllo totale sul loro stato emotivo e sullo schema mentale.. Mentre sarebbe stato facile gettare uno sguardo su questa contraddizione apparente, Greg Egan risolve questa difficoltà inventando del software che, attraverso prove ed errori, aggiusta il peso sinaptico nella rete neurale trovando le alterazioni minime possibili che possono raggiungere il risultato desiderato, scaricando nel processo miliardi di versioni degradate del cervello. 

Nel corso della prima parte del romanzo, Greg Egan fa un discorso convincente affermando che se una personalità può essere fatta girare su un computer non ha importanza dove le diverse parti dello schema vengono immagazzinate (una Copia non riuscirebbe mai a capire se gira su un singolo processore o su un network distribuito per il globo intero) o in quale sequenza che schemi inetrmedi dallo stato A allo stato B vengono aggiurnati (la freccia temporale soggettiva è totalmente indipendente rispetto al flusso temporale dell'universo). In definitiva, non farà alcuna differenza se gli schemi sono impressi in un cervello e aggiornate dal flusso dei neurotrasmettitori, o se sono messi in cifra dagli indicatori di segnalatori che vanno su e giù a seconda di computazioni di una schiera di calcolatori umani. 
Questo, infine, porta alla 'teoria della polvere' dove ogni schema, anche se sparpagliato nello spazio e nel tempo come una nuvola di polvere può portare alla coscienza. 
Nella seconda parte del romanzo, alcune Copie sotto la guida di  Peter Durham, un aderente alla teoria della polvere, lanciano un automa cellulare che si auto-riproduce un cui esse girano (questo è possibile in quanto alcuni AC possono essere intesi come macchine di Turing, il miglior esempio che si conosce è 'Game of Life' di Conway). Dopo aver raggiunto una certa ampiezza e dopo un certo tempo, e poichè l'AC era stato iniziato con una configurazione da 'Paradiso Terrestre', uno schema senza predecessori, subentra una specie di principio antropocentrico in cui si afferma che la realtà è ciò che ha un massimo di plausibilità e l'automa cellulare continua a crescere indipendentemente dal computer in cui ha girato all'inizio. 
Vivendo in un mondo virtuale con Permutation City come connessione, le Copie hanno a loro disposizione uno spazio e una capacità di computo eternamente in crescita e il loro unico problema è la noia, ma anche questà è facilmente superata semplicemente desiderando di non essere annoiati. 
Incluso nell'automa cellulare c'è l'Autoverse, un altro automa che simula un gruppo semplificato di leggi fisiche e che è stato aggiunto in modo che le Copie possano osservare l'evoluzione della vita artificiale su di un pianeta virtuale modellato all'interno dell'Autoverse. Dopo miliardi di anni (o migliaia di miliardi di di aggiornamenti dello schema dell'Autoverse, per essere esatti), nasce la vita intelligente e proprio la realtà di Permutation City si trova di fronte al pericolo di venir spazzata via da uno scontro di paradigmi tra le intelligense dell'Autoverse e le Copie. 
L'eccellenza di Permutation City si distribuisce a diversi livelli: l'audacia assoluta delle idee, la freddezza della prosa e il mondo dettagliato che Greg Egan ha creato. Inventa aanche tutta una serie di subculture per le copie come  'Solipsist Nation' o 'Witnesses'. 
Permutation City è uno di quei rari libri che apre la mente e instilla un desiderio ardente di conoscere di più sulla scienza e sulla matematica che contiene e non ci può essere un pregio maggiore per un romanzo di hard sf. 

 

 
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