incipit
Poche
battute dell'ouverture riassumono l'opera che essa introduce;
così la prima pagina di un romanzo ce ne suggerisce il tono, il
ritmo, talvolta il soggetto.
[Roland
Bourneuf - Réal Ouellet, L'Universo del Romanzo]
C'era una volta un sarto,
che aveva tre figli e una sola capra. Ma siccome la capra li nutriva tutti
col suo latte, doveva darle erba buona e condurla al pascolo ogni giorno.
I figli lo facevano a turno. Una volta il maggiore la portò al camposanto,
dove c'era l'erba più bella, e la lasciò pascolare e scorazzare.
La sera, venuta l'ora del ritorno, domandò: Capra, hai mangiato
a tua voglia? La capra rispose: Ho mangiato a mia voglia e non ci
sta più una foglia: mèee! mèee!
[Jacob e Wilhel Grimm, Il
tavolino magico, l'asino d'oro e il randello castigamatti]
Once upon a time and a very
good time it was there was a moocow coming down along the road and the
moocow that was coming down along the road met a nicens little boy named
baby tuckoo...
[James Joyce, A portrait
of the artist as a young man]
C'era una volta... -Un re!-
diranno subito i miei piccoli lettori.
[Carlo Collodi, Le avventure
di Pinocchio]
C'era una volta...
Quale autore può ancora azzardarsi oggi a cominciare così
la sua novelletta? - Che vecchiume! Che roba noiosa! - esclama il benevolo
o piuttosto malevolo lettore, che, secondo il saggio avviso dell'antico
poeta latino, vuole essere introdotto subito medias in res. Egli
ha l'impressione che gli venga in casa un prolisso chiacchierone, il quale
nemmeno è entrato, e già si mette a sedere comodamente e
si raschia la gola, in procinto di attaccare un interminabile sproloquio.
Ciò gli fa richiudere, seccato, il libro che aveva appena aperto.
Ma l'editore della meravigliosa storia di mastro Pulce è invece
convinto che quel modo lì di cominciare vada benissimo e sia anzi
il migliore, motivo per cui i più eccellenti narratori di fiabe,
che restano pur sempre le balie, le vecchie e simili, se ne sono serviti
da che mondo è mondo.
[Ernst Theodor Amadeus Hoffmann,
Mastro Pulce]
L'autore dovrebbe considerare
se stesso non come un gentiluomo che offra un pranzo in forma privata o
d'elemosina, bensì come il padrone d'una taverna aperta a chiunque
paghi. Nel primo caso, colui che invita offre naturalmente il cibo che
vuole, e quand'anche questo sia mediocre e magari sgradevole ai loro gusti,
gli ospiti non debbono protestare; ché l'educazione impone loro
d'approvare e lodare qualunque cosa venga loro posta dinanzi. Proprio il
contrario accade al padrone d'una taverna. Quelli che pagano vogliono dar
soddisfazione al proprio palato, anche quando questo sia raffinato e capriccioso,
e se non è tutto di loro gusto, si sentono in diritto di criticare,
di protestare d'imprecar magari contro il pranzo, senz'alcun ritegno.
[Henry Fielding, Tom
Jones]
"I'm going to die," said
Jones.
[Pat Cadigan, Synners]
In una calda serata di luglio
dell'anno 1588, nel palazzo reale di Greenwich, a Londra, una donna giaceva
sul letto di morte, colpita al ventre e al petto da pallottole sparate
da una mano assassina. Il suo volto era segnato da profonde rughe, i denti
anneriti, e la morte non le conferiva alcuna dignità ma il suo ultimo
respiro provocò tali echi da sconvolgere un intero emisfero. La
Faery Queen Elisabetta Prima, sovrana assoluta d'Inghilterra, era
scomparsa.
[Keith Roberts, Pavana]
It can hardly be a coincidence that no language on Earth
has ever produced the expression "as pretty as an airport."
[Douglas Adams, The long
dark tea-time of the soul]
Adam Appleby aveva la sfortuna,
nel momento stesso in cui si svegliava, di sentirsi inondare la coscienza
da tutte quelle cose a cui meno desiderava pensare. Altri uomini, ragionava,
accoglievano ogni nuova alba con la mente e il cuore ristorati, pieni di
ottimismo e determinazione, oppure si muovevano pigramente durante le prime
ore del giorno in uno stato di beato intorpidimento, incapaci di qualsiasi
pensiero sia piacevole sia spiacevole. Attorno al suo letto, invece, appollaiati
come arpie, i pensieri spiacevoli aspettavano di balzargli addosso al primo
sbatter di ciglia, e immediatamente lui si sentiva costretto, come un uomo
sul punto di annegare, a rivedere in un istante la sua intera vita, diviso
tra il rammarico per il passato e i timori per il futuro.
[David Lodge, E' crollato
il British Museum]
In primo luogo era ottobre,
un mese eccezionale per i ragazzi. Non che tutti i mesi non siano eccezionali.
Ma ce ne sono di buoni e di cattivi; come dicono i pirati. Prendete settembre,
un mese cattivo: cominciano le scuole. Considerate agosto, un mese buono:
le scuole non sono ancora cominciate. Luglio, ecco, luglio è veramente
splendido: niente scuole. Giugno, senza dubbio, giugno è il migliore
di tutti, perchè le porte delle scuole si spalancano e settembre
è lontano un miliardo di anni.
[Ray Bradbury, Il popolo
dell'autunno]
Era inverno a Belleville
e c'erano cinque personaggi. Sei, contando la lastra di ghiaccio. Sette,
anzi, con il cane che aveva accompagnato il Piccolo dal panettiere. Un
cane epilettico, con la lingua che gli penzolava da un lato.
[Daniel Pennac, La fata
carabina]
Quando si svegliò,
davanti a sé vide due angeli che facevano l'amore.
[K.W. Jeter, L'addio
orizzontale]
Immaginate le tenebre.
[Ursula K. LeGuin, Città
delle illusioni]
Cristo santo che cazzo di
rottame sono diventato, ho la faccia che dimostra cent'anni, la gente si
metterebbe a urlare se uscissi in strada, mi stanno cadendo i capelli,
c'è una donna del Monopolio del Latte che mi vuole uccidere. Se
scopre il mio indirizzo sono morto di sicuro.
[Martin Millar, Latte,
solfato & Alby Starvation]
"E' stato calcolato che
il peso delle formiche esistenti sulla terra è pari a venti milioni
di volte quello di tutti i vertebrati." Così lo scultore ottocentesco
Amos Pelicorti detto il Mirmidone rispondeva a coloro che gli chiedevano
perchè componesse le sue opere in mollica di pane. Da quando aveva
letto la notizia su un giornale era rimasto a tal punto folgorato da lasciare
le predilette sculture in marmo per il candore alternativo della farina.
I suoi capolavori venivano sfornati caldi e dati in pasto alle formiche.
[Stefano Benni, La compagnia
dei celestini]
presto sarebbe volato via
pure quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente
infelice ma in modo distaccato, come se la sua vita appartenesse - sensazione
fin troppo tipica e cruda ne convengo - a qualcun altro
[Enrico Brizzi, Jack
Frusciante è uscito dal gruppo]
Era stata una brutta serata,
e quando cercò di ritornare a casa ebbe una terribile duscussione
con la sua automobile.
[Philip K. Dick, I
giocatori di Titano]
Eravamo in quattro: George,
e William Samuel Harris, ed io, e Montmorency. Ce ne stavamo seduti in
camera mia, fumando e parlando di quanto eravamo mal ridotti... dal punto
di vista medico voglio dire naturalmente.
[Jerome Klapka Jerome, The
uomini in barca]
The sun rose slowly, as
if it wasn't sure it was worth all the effort.
[Terry Pratchett, The
light fantastic]
Se sono matto, per me va
benissimo, pensò Moses Herzog. C'era della gente che pensava che
fosse toccato, e per qualche tempo persino lui l'aveva dubitato. Ma adesso,
benchè continuasse a comportarsi in maniera un po' stramba, si sentiva
pieno di fiducia, allegro, lucido e forte. Gli pareva d'essere stregato,
e scriveva lettere alla gente più impensata. Era talmente infatuato
da quella corrispondenza, che dalla fine di giugno, dovunque andasse, si
trascinava dietro una valigia piena di carte. Se l'era portata, quella
valigia, da New York a Martha's Vineyard. Ma da Martha's Vineyard era riscappato
indietro subito; due giorni dopo aveva preso l'aereo per Chicago, e da
Chicago era filato in un paesino del Massachusetts occidentale. Lì,
nascosto in mezzo alla campagna, scriveva a più non posso, freneticamente,
ai giornali, agli uomini pubblici, ad amici e parenti e finì per
scrivere pure ai morti, prima ai suoi morti poi anche ai morti famosi.
[Saul Bellow, Herzog]
Questa prima parte è
il riepilogo di circa quattro anni. Non tenevo un diario, allora. Vorrei
averlo fatto. Quello che so è che ora vedo quel periodo in maniera
diversa da quando lo stavo vivendo.
[Doris Lessing, Il diario
Jane Somers]
Nei giorni finali dell'ultima
fase lunare d'Autunno, il vento cominciò a soffiare dalle montagne
settentrionali e colpì le foreste morenti dell'Askatevar: un vento
gelido, che sapeva di fumo e di neve. Avvolta nella sua pelliccia leggera,
svelta e sottile come un animale selvatico, la ragazza Rolery scivolò
tra i boschi in mezzo al tempestare delle foglie morte, allontanandosi
dalle mura che sorgevano, pietra su pietra, sulla collina di Tevar e dai
campi operosi per l'ultima messe. Si allontanò da sola, e nessuna
la richiamò indietro. Si avviò lungo un esile sentiero che
conduceva ad occidente, marcato e rimarcato, fino a formare solchi, dal
passaggio dei radipedi diretti asud, e qua e là strozzato da tronchi
caduti o da grandi ammucchiamenti di foglie.
[Ursula LeGuin, Pianeta
dell'esilio]
Non sapete niente di me
se non avete letto il libro intitolato Le avventure di Tom Sawyer,
ma non ha alcuna importanza. Quel libro è stato scritto dal signor
Mark Twain, che nel complesso ha detto la verità. Certe cose le
ha un po' esagerate, ma nel complesso ha detto la verità. Non conosco
nessuno che non dica bugie, una volta o l'altra, a parte zia Polly, o la
vedova, o forse Mary. Di zia Polly, la zia Polly di Tom, cioè, e
di Mary e della vedova Douglas, di loro è detto tutto in quel libro,
che è un libro abbastanza veritiero; con qualche esagerazione, come
ho già detto.
[Mark Twain, Le avventure
Huckleberry Finn]
Mentre l'alba grigia strisciava
sopra la città, Dortmunder tornò a casa e trovò May
ancora in piedi, con addosso una giacca di lana tutta sformata e calzoni
a quadri verdi. Quando sentì aprire la porta, May emerse dal soggiorno
e sbucò nell'ingresso. Di solito chiedeva: -Com'è andata?-
Invece, quella mattina disse con voce sollevata, ma anche nervosa: -Sei
tornato.
[Donald E. Westlake, Un
buco nell'acqua]
Alice cominciava a non poterne
più di stare sulla panca accanto alla sorella, senza far niente;
una volta o due aveva provato a sbirciare il libro che la sorella leggeva,
ma non c'erano figure né dialoghi, <<e a che serve un libro>>,
aveva pensato Alice, <<senza figure e senza dialoghi?>>
[Lewis Carroll, Alice nel
paese delle meraviglie]
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