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Accadde... domani.
Storie vissute del prossimo futuro
Besa Editrice,
2001
pp. 248
lire 22.000):
recensione di Roberto Sturm su "Carmilla"
n. 4, ottobre 2001, pagg. 117-118.
Considero Vittorio Catani uno dei più
importanti, seri e bravi scrittori di fantascienza italiani.
Il suo rigore, sia tematico che stilistico, ha fatto
sì che le sue opere siano sempre state molto
apprezzate. Per anni Catani si è battuto, con
conferenze ed iniziative varie, per far conoscere la
fantascienza in un ambito più vasto della ristretta
cerchia degli appassionati, lasciando ad altri la visione
di una narrativa scritta per pochi. È uscito
ora per la casa editrice salentina Besa un volume dal
titolo Accadde... domani, in cui si raccolgono micro-storie
che dal gennaio del 1997 Catani ha pubblicato sul quotidiano
"La Gazzetta dei Mezzogiorno", nell'omonima
rubrica.
Dedicate, quindi, ad una pubblicazione e a un pubblico
non specializzati, questi racconti brevi e brevissimi
hanno il pregio di illustrare, con uno stile essenziale,
le implicazioni che potranno portare in un prossimo
futuro il nostro oggi, il nostro modo di vivere attuale
in determinate condizioni tecnologiche e culturali,
il nostro agire (o subire) alcune scelte decisive. Storie
che spaziano dall'ibernazione premortale alla casa organica
(oltreché intelligente), dalla (vecchia) madre
gestazionale al matrimonio a tempo determinato, dalla
cometa artificiale alla dickiana electric sheep domestica,
dai contrabbandieri di armi biologiche all'amore via
cavo: un ventaglio di temi che abbraccia tutte le attività
umane e i temi più scottanti dell'attualità
(ambiente, lavoro, biotecnologie, rapporti tra i sessi);
un piglio futurologico che però è innervato
da una sottile ironia, talvolta percorso da una latente
e implicita critica sociale. Un libro prezioso e intrigante
per chi non ha mai battuto le strade della fantascienza
e divertente e colto per chi la fantascienza la legge
(o la scrive) da anni.Anche, una miniera di idee, una
specie di dettagliato bloc notes personale, ricco di
appunti che potrebbero essere rielaborati con lo scopo
di costruirci sopra racconti più distesi e strutturati.
Non si respira, insomma, aria di ghetto, leggendo il
libro di Catani, a dispetto di quanti fuori dal ghetto
trattano la fantascienza con la puzza sotto il naso
o di quanti, da dentro il ghetto, ne difendono in modo
più o meno consapevole l'aurea (presunta) di
verginità. Un atteggiamento, quest'ultimo, ormai
anacronistico. La fantascienza si espande, si dilata,
esce dagli stretti confini della "letteratura di
genere", vi rientra ma più ricca e varia:
e grazie anche ai libri di Catani - ci sembra - pure
più forte.
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