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Vittorio Catani è certamente uno
di quei personaggi che hanno fatto la storia della fantascienza
in Italia, eppure conoscendolo non riesci a considerarlo
uno di un'altra generazione. Sotto quel volto dai lineamenti
un po' spigolosi e dai baffetti che lo fanno sembrare
un gentiluomo d'altri tempi, c'è una personalità
che è la dimostrazione vivente di come la fantascienza
ci aiuti a rimanere sempre un po' ragazzi. In fondo
chi non vorrebbe restare ragazzo per tutta la vita,
ma godendo dei vantaggi dell'esperienza, della cultura
che si accumula solo in decenni di studi e di interessi
coltivati con passione e rigore? Be', Catani sembra
esserci riuscito.
Con Vittorio Catani condivido vari interessi, uno dei
quali è il tentativo di portare la fantascienza
in mezzi ed espressioni di tipo diverso.
Fin dai primi tempi della mia partecipazione al fandom
attivo, insieme a Luigi Pachì abbiamo esplorato
le possibilità di espressione attraverso nuovi
media che fino ad allora non erano stati utilizzati
a fini fantascientifici: la radio e poi il computer,
con le primissime fanzine da leggere su PC. Nei primi
anni Novanta abbiamo cominciato a dar vita a forum dedicati
alla fantascienza su BBS, e alla fine siamo approdati
alla rivista online, con il seguito che tutti conoscono.
Mentre noi al nord tentavamo queste strade tecnologiche,
nel profondo sud Vittorio Catani e il suo socio "storico",
Eugenio (Rocco) Ragone mettevano in piedi rappresentazioni
teatrali e pubblicavano raccolte di racconti su audiocassetta
come Voci dal domani.
Voci dal domani combinava con la fantascienza
l'altra passione di Catani, quella per il teatro. I
racconti infatti non erano "letti", come avviene
negli attuali audiolibri diffusi soprattutto in Usa
e Inghilterra, ma recitati a più voci da veri
attori, con tanto di effetti sonori. Alcuni brani di
questo straordinario prodotto li mandammo in onda anche
noi nella nostra trasmissione radiofonica Delos fantascienza
e dintorni, su Radio Atlanta, a Milano.
Devo dire che la memoria non mi aiuta nel citare titoli
e date precise, perché quando Catani e Ragone
sviluppavano questi interessanti progetti di fantascienza
"sonora" e anche di fantascienza teatrale,
con varie rappresentazioni, purtroppo Internet - ormai
riesco a usare solo la rete per documentarmi - non c'era
ancora; traccia di queste attività resta senza
dubbio su molte fanzine o riviste dell'epoca, che ora
sarebbe complicato reperire e scartabellare. Rimando
quindi per i dettagli a un futuro articolo sull'argomento
che eventualmente chiederò per Delos allo stesso
Catani!
Ho potuto comunque rinfrescarmi il ricordo delle qualità
di attore di Vittorio molto di recente, durante una
manifestazione a Fiorenzuola, quando presentando il
suo ultimo libro Accadde
domani ne ha letto,
o meglio recitato, alcuni brani, tra lo stupore e l'apprezzamento
del pubblico. "Hai sbagliato carriera, avresti
dovuto fare l'attore" gli ha detto l'altro Vittorio
(Curtoni), in quell'occasione.
In un certo senso una forma di rappresentazione è
anche quella delle conferenze, un particolarissimo genere
di espressione fantascientifica nella quale Catani è
a mio parere maestro assoluto, in Italia. Quasi ogni
anno, non so da quando ma sicuramente dacché
ho ricordi di convention di fantascienza (e ormai ne
ho un bel po'), uno dei momenti più interessanti
dei convegni è l'intervento di Vittorio Catani.
Chi partecipa alle convention sa bene che la presenza
nella sala conferenze è sempre piuttosto ridotta,
visto che la gran parte dei fan preferisce sfruttare
l'occasione per stare in corridoio a chiacchierare con
amici che non vede da mesi. Ma quando è il turno
di Catani, improvvisamente i posti in sala si riempiono
e i corridoi si svuotano.
Le conferenze di Vittorio Catani sono sorprendenti.
Quale che sia l'argomento, è sempre uno straordinario
rincorrersi di riferimenti, di citazioni, di collegamenti
culturali. Potremmo dire che così come un attore
che recita modula la voce per esprimere idee, fatti,
stati emotivi, Catani nelle sue conferenze si esprime
usando la cultura. Modula la cultura. E' un virtuoso
culturale.
Molte sue conferenze sono state pubblicate da Delos,
e la loro lettura resta un'esperienza, anche se dal
vivo l'emozione è molto maggiore.
Ho citato prima il libro Accadde
domani:
anche questo, se vogliamo, è un altro tentativo
di vivere la fantascienza al di fuori dai soliti schemi.
Il libro è la raccolta di una serie di articoli
pubblicati sul quotidiano "La Gazzetta del Mezzogiorno".
Non si tratta in effetti di veri e propri articoli quanto
di una sorta di racconti, di piccoli flash sul futuro.
Catani ha preso il cuore della fantascienza, cioè
la pura estrapolazione, e l'ha portato a chi non ha
mai letto e probabilmente non leggerebbe mai un libro
di fantascienza, il lettore di quotidiano, che sull'autobus
o in una pausa del lavoro si ritrova a scoprire nell'articolino
del nostro la stessa meraviglia e la stessa curiosità
del lettore di fantascienza alle prime esperienze; legge
una storia insolita e poi rimane a pensare, e forse,
dopo quelle poche righe, è in grado di guardare
il mondo con uno sguardo un pochino diverso.
Silvio Sosio
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