Il Dilemma della Natura Artificiale: Conoscenza proibita in Frankenstein e Terminator


Una delle storie più familiari della mitologia occidentale è quella di Prometeo, il titano che creò gli umani contro la volontà di Zeus e poi rubò il fuoco dal cielo per darlo alla sua creazione. Insegnò agli umani anche le arti delle scienze, ma per le sue azioni e per la sua disobbedienza fu punito da Zeus, che aveva tolto il fuoco all'umanità e la opprimeva. Zeus fece incatenare Prometeo al Caucaso e ogni giorno il suo fegato, perpetuamente rigenerato, veniva strappato dal suo corpo da un'aquila o da un avvoltoio. Prometeo è visto come l'eroe della cultura che, all'alba dei tempi ottenne per l'uomo certi vantaggi essenziali della sua esistenza civilizzata(1) La conoscenza del fuoco sollevò l'umanità al di sopra del livello degli animali e permise loro di creare strumenti con cui operare i cambiamenti del mondo. C'è, comunque, sempre un senso di opposizione nella conoscenza così ottenuta: è 'contro natura', pericolosa e vietata, ma essenziale per il miglioramento dell'uomo. Questo si riflette nei miti occidentali della creazione e, in modo interessante, spesso impiega le azioni di una donna. (2) Pandora, disobbedendo, apre la scatola o il vaso e libera il dolore nel mondo, ma anche la speranza. La disobbedienza di Eva causa la Cacciata, ma permette di raggiungere la conoscenza essenziale del Bene e del Male. La conoscenza che guadagnano gli umani fornisce inevitabilmente loro del potere... un potere per porre in questione un'ordine stabilito e possibilmente per abbatterlo.
Lo stesso senso di conoscenza utile ma pericolosa è presente in molte storie di SF. Una conoscenza nuova e non testata è sospetta ed è presentata come potenzialmente esplosiva a causa dei suoi effetti rivoluzionari. Minaccia lo status quo e per questo è investita con un senso di premonizione. Uno dei primi testi in questo modello è Frankenstein di Mary Shelley. Viene ritenuto tale sia perchè Shelley attribuisce l'idea iniziale a discussioni sul progresso scientifico che lei aveva trasentito, ed anche perchè 

    il suo protagonista, il dottor Frankenstein, era stato educato come scienziato ed aveva costruito una creatura senza usare una magia inspiegabile, ma sfruttando le proprie conoscenze di chimica, anatomia, fisiologia ed elettricità. (3)
Sebbene da una prospettiva del ventesimo secolo questi principi scientifici siano ben lontani dalla "magia impenetrabile", apparivano molto più arcani quando la teoria dell'elettricità era poco compresa ed era incerto cosa si potesse esattamente raggiungere con l'elettricità. Il Dottor Frankenstein usa la sua conoscenza proibita per dischiudere il segreto della vita.
Shelley descrive la germinazione dell'idea per il proprio romanzo:
    La mia immaginazione, spontaneamente, prese possesso di me e iniziò a guidarmi, dandomi, una dopo l'altra, le immagini che si levavano nella mia mente con una vivacità molto al di là degli usuali limiti delle fantasticherie. Io vidi -con gli occhi chiusi ma con una acuta visione mentale-, io vidi il pallido studente di arti proibite inginocchiato di fronte alla cosa che aveva messo insieme. Vidi la forma orribile di un uomo disteso, e poi grazie all'opera di un qualche potente strumento, lo vidi dar segni di vita e agitarsi con un penoso moto semi-vitale. Era spaventoso, perché spaventoso in modo supremo sarebbe stato il risulutato di ogni tentativo umano di parodiare lo stupendo meccanismo del Creatore del mondo. Il creatore si terrorizzava del suo stesso successo; scappava via dalla sua stessa opera odioso, scosso dall'orrore.(4)
Le "arti proibite" che qui vengono menzionate sono le teorie contemporanee dell'elettricità e del galvanismo, (alcune delle quali erano attribuite a Erasmus Darwin (5)) in combinazione con alcune scienze mediche. Shelley scriveva in un periodo in cui l'elettricità era nella sua fase di scoperta, e c'era abbastanza speculazione, come Shelley racconta nella sua prefazione del 1831, in merito al fatto se in queste conquiste della scienza fosse possibile scoprire il segreto della vita.
Storicamente il periodo che va dalla fine del 700 e l'inizio dell'800 è formato da anni impegnati in termini di ricerca sull'elettricità. Verso il 1745 E. Georg von Kleist e Pieter van Musschenbroek scoprirono che un recipiente in vetro pieno d'acqua e caricato da una fonte a frizione, poteva immagazzinare la carica per un uso successivo. Nel 1746 Sir William Watson scoprì che l'elettricità viaggiava quasi istantaneamente lungo un filo lungo circa 3,2 chilometri. Nel 1753 l'inglese John Canton scoprì l'induzione elettrostatica. Nel 1780 Luigi Galvani notò che le zampe di una rana morta appese a un gancio di ferro si contraevano se toccate con differenti tipi di metallo. Pensò che fosse causato da una speciale "elettricità animale", ma un professore di fisica, il conte Alessandro Volta, sospettò una causa chimica. Nel corso delle sue investigazioni inventò la batteria. Per il 1831 Michael Faraday aveva scoperto il principio dell'induzione elettromagnetica e le basi concrete per motori e generatori. (6)
L'elettricità era scarsamente conosciuta, e le paure associate ad essa nascevano dall'ignoranza. La premessa di Frankenstein è che la nuova conoscenza sovvertirà il vecchio ordine che aveva fornito le buone cose nel mondo così come appariva al momento. Le nuove scoperte sarebbero saltate addosso a quella che veniva considerata una natura inalterabile. Come dice Shelley, 
    spaventoso in modo supremo sarebbe stato il risulutato di ogni tentativo umano di parodiare lo stupendo meccanismo del Creatore del mondo.
Shelly descrive qui la scienza come un affronto a Dio. Dio è il legittimo creatore del mondo e ha posto le cose in moto con un tale "stupendo meccanismo" che lui solo può in definitiva trattare con le complessità profonde e con le conseguenze della vita. Per un umano tentare di fare la stessa cosa essenzialmente rappresenta la negazione dell'unicità e perfino dell'esistenza di Dio. Se l'umanità può spiegare e comprendere il segreto della creazione della vita, allora che bisogno c'è di un essere soprannaturale la cui base per l'esistenza è che ha creato ogni cosa e lo pone in opposizione alla distruzione?
Il senso di desacrazione per qualcosa di sacro e l'orrore innaturale che questo comporta è trasmesso dal brano in cui il dottor Frankenstein descrive il proprio lavoro:
    Chi può immaginare gli orrori del mio segreto lavoro, mentre sguazzavo nell'empia umidità delle tombe o torturavo gli animali ancora vivi per animare la materia senza vita? [...] Raccolsi ossa da cripte e disturbai, con dita profane, i tremendi segreti del corpo umano. [...] tenevo il laboratorio della mia opera perversa; [...] La sala anatomica e il mattatoio mi fornivano la maggior parte dei materiali; e spesso la mia natura umana si ritraeva con ripugnanza dalla mia occupazione, mentre spinto avanti da un impazienza che cresceva di continuo, portavo il mio lavoro verso la conclusione. (7)
La conoscenza che Frankenstein sta perseguendo è contaminata dalle fonti da cui viene ottenuta: Shelley descrive le dita "profane" di Frankenstein. Nel processo di ottenere la propria informazione, Frankenstein spezza un tabù sociale dopo l'altro, una credenza radicata dopo l'altra. In questo breve catalogo ammette di commettere furti gravi, tortura, violazione della sacralità del corpo umano e macabro mescolamento di parti animali con parti umane. Uno degli elementi interessanti qui è che Frankenstein spezza in parti discrete delle cose che sono generalmente viste come insiemi, e ciò può proseguire oltre per spiegare il senso di orrore e disgusto che accompagna questo catalogo. Frankenstein non si accontenta semplicemente di osservare dall'esterno, tenta di comprendere la struttura fondamentale degli oggetti in questione e ciò necessita della loro distruzione. Così facendo sfida le assunzioni più radicate sull'esistenza umana e come tale minaccia di scatenare un senso di sicurezza emotiva. Frankenstein tratta del potere, il potere che l'umanità può esercitare attraverso la scienza per manipolare il destino umano. Il fatto che il destino possa eventualmente essere manipolato dagli umani e che possa sfidare o provare la non esistenza del destino divino è uno degli elementi che ha reso Frankenstein così profondamente preoccupante.
Gli sforzi di Frankenstein sono descritti come "innaturali". Sono contrari alla "natura" e a Dio, e per questo vengono presentati come pericolosi e abominevoli. La stessa paura conservatrice dell'innaturale si può vedere nella figura del cyborg in Terminator di James Cameron. Terminator inizia con una scena in cui mostruosi carri armati meccanici schiacciano teschi umani in una Los Angeles post apocalittica del 2029. Le macchine, originalmente costruite per i militari hanno conquistato la terra, causato una guerra nucleare e stanno tentando di spazzare le ultime bande dei sopravvissuti umani. Siamo poi riportati al presente (1984) e introdotti ai combattenti: il Terminator (Arnold Schwarzenegger), rappresentante delle macchine, e Kyle Reese (Michael Biehn), rappresentante della resistenza umana. Reese spiega che Sarah viene braccata perchè suo figlio non ancora nato, John Connor, sarà il capo del movimento di resistenza umana, e il malvagio sistema dei computer ha inviato nel passato il Terminator per evitare che partorisca, faccia crescere e istruisca quel figlio.
Il Terminator è opportunamente caratterizzato come un demonio monomaniacale, instancabile, senza rimorsi e votato alla distruzione. Reese è presentato analogamente come il potenziale protettore/amante impacciato, capace nella lotta ma emotivamente incerto. Sarah e Reese sfuggono al Terminetor e Reese inizia ad insegnare a Sarah le arti marziali. I due generano anche John Connor e Reese, avendo così svolto la propria funzione come rappresentante umano, viene ucciso dall'infaticabile Terminator. Dopo una battaglia decisiva, Sarah alla fine schiaccia il cyborg e il film termina con Sarah in Messico che registra dei nastri per il figlio che nascerà e contempla il futuro tetro mentre si vanno ammassando le nuvole della tempesta.
Gli elementi di paura sono stati introdotti, SkyNet, il sistema di computer che rovescia i suoi creatori e il Terminator, istancabile e monomaniaco come i marziani di H.G.Wells. Ma il Terminator rappresenta una minaccia molto più grande di qualsiasi alieno razziatore, in quanto il Terminator è stato creato dagli umani ed è molto vicino ad essere umano anch'esso. E' soltanto alla fine del film, quando la carne di rivestimento si brucia, che il Terminator diventa visibilmente alieno. Ciò ci permette di arrivare al tema di Frankenstein: ciò che era stato pensato originalmente come tecnologia al servizio dell'umanità, sviluppa una propria mente e non necessariamente è d'accordo con il proprio creatore. Qui ha luogo una importante lotta padrone/servitore (vedi capitolo 4) ma molto più importante nei film di Terminator è la paura generata dalla liberazione di potenze misteriose e mortali che l'umanità avrebbe fatto meglio a lasciar stare. Il dottor Frankenstein dei film di Terminator è Myles Dyson, che incontriamo in Terminator 2.
Terminator 2 - Judgment Day riprende la storia alcuni anni dopo. Il prologo mostra ancora una volta il futuro distopico e veniamo a conoscenza di un secondo tentativo della cospirazione delle macchine di terminare il quattordicenne John (Edward Furlong). John elude a stento il nuovo proptotipo avanzato T-1000 in metallo liquido (Robert Patrick) e fugge con l'aiuto del vecchio Terminator, ora riprogrammato per essere il guardiano di John. Viene così allestita una battaglia tra macchina buona e macchina cattiva, un punto importante. Terminator 2 vorrebbe ammettere la possibilità di una macchina buona (il Terminator buono) mentre critica simultaneamente la tecnologia che ha potuto creare lui/esso, e la tecnologia che ha potuto creare l'ultimo modello. Con esattezza, che cosa differenzia il nuovo Terminator utile e pratico di Terminator 2 dal modello identico, ma assassino, del film originale? Forse per via del fatto che lo Schwarzenegger Terminator aveva avuto un'immensa popolarità nonostante fosse un personaggio malvagio. Si potrebbe anche prenderlo per indicare che il pubblico era diventata familiare con il Terminator, non era più una cosa nuova, minacciosa o strana e si poteva umanizzare con sicurezza. E' stato fatto puntualmente: il Terminator diventa una figura paterna per John. Susan Jeffords va anche più avanti nel ragionamento:
    Il terminator ora può diventare non solo il protettore della vita umana, ma il suo generatore. Dando a John Connor la sua vita, il Terminator prende, in effetti, il posto di Sarah Connor come madre... il Terminator ora si può dire che dia vita al futuro della razza umana. (8)
Il Terminator è il nuovo Prometeo, contro i desideri del vecchio ordine è stata formata nuova vita. Sebbene l'affermazione di Jeffords non sia indiscutibile, è comunque sufficientemente accurata per dimostrare il problema della conoscenza proibita e perchè una tale paura sia attaccata alle 'perversioni' del 'naturale'.
Il nuovo cattivo, il T-1000, è una figura tanto stereotipa quanto il mostro di Frankenstein possa essere diventato nell'immaginazione popolare. Il T-1000 non ha nome, semplicemente il numero alfanumerico del modello. E' polimorfo (muta forma) ad un grado tale che non ha più una forma 'naturale': piutosto 'ruba l'anima' a quelli che tocca e che imita. Il T-1000 scivola attraverso le fessure delle porte, e passa attraverso i muri o le sbarre. Può anche mascherarsi come parte del pavimento. Mettete a confronto questo con il Terminator originale che è fatto di pezzi di metallo e microchip, cose che sono familiari ad un pubblico occidentale della classe media, anche se non comprese a pieno. Lo Schwarzenegger Terminator appare almeno umanoide nella sua forma 'naturale'. Nei confronti degli ostacoli fisici, lo Schwarzenegger Terminator non filtra attraverso i muri senza sforzo, li fa saltare o li abbatte. Il Terminator nel primo film poteva anche essere un demonio, ma almeno era un demonio solido e identificabile. Il T-1000 apparentemente è onnipotente. Perfino la maniera con cui i due terminator uccidono li differenzia: lo Schwarzenegger Terminator uccide e mutila alla vecchia maniera umana, con un'arma, a distanza. Questo conferisce al processo una certa (anche se minore) dose di imparzialità. Lo Schwarzenegger Terminator svolge la sua funzione nel modo più efficiente e niente più. Il nuovo T-1000, invece, uccide nell'ancor più antico stile umano, in modo ravvicinato, in modo raccapricciante, con pezzi di metallo affilati. Il T-1000 realmente si diverte ad uccidere, piuttosto che rispondere alla propria programmazione. Mostra delle emozioni malvage ben definite, laddove il Terminator era semplicemente robotico. E' un tributo ai realizzatori del film il fatto che abbiano tentato di includere in modo comprensivo paure vecchie e nuove per la violenza e per la malvagità nella figura del T-1000, mentre, simultaneamente, si assolveva lo Schwarzenegger Terminator della sua colpevolezza. Il Terminator termina, mentre il T-1000 uccide.
Le differenze nel T-1000 e nello Schwarzenegger Terminator dimostrano il cambiamento che è occorso nella nuova tecnologia. In The Terminator, la conoscenza proibita era la tecnologia che portava allo Schwarzenegger Terminator, ma in Terminator 2 questa conoscenza e lo stesso Terminator sono essenziali. Pericolosi ma essenziali. Nel viaggio verso il Messico John e Sarah vengono a sapere di più sulla rete di computer malvagi (SkyNet). Uno scienziato ha creato un chip per computer rivoluzionario, che sarà poi impiantato in tutto l'harware militare. Quando i controllori umani realizzeranno che SkyNet è diventata senziente, cercheranno di disconnetterla e SkyNet provocherà una guerra nucleare globale per assicurarsi la sopravvivenza. Sarah si mette in viaggio da sola per eliminare Miles Dyson (Joe Morton), lo scienziato responsabile per il chip. John e il Terminator che va rapidamente umanizzandosi la seguono e arrivano proprio quando Sarah decide di risparmiare Dyson. Dyson, dopo essere stato informato sulle deviazioni maligne della sua invenzione, rivela che il chip era di fatto modellato sulla CPU dal Terminator originale e acconsente di aiutarli a distruggerlo assieme a tutta la sua ricerca, allo scopo di prevenire l'insorgere di SkyNet. Dopo una lotta riescono a ricatturare i pezzi dal vecchio terminator e a distruggere il laboratorio di Dyson. Durante una caccia finale distruggono i manufatti tecnologici e il T-1000. Il Terminator poi sottolinea il fatto che ha ancora un chip nella sua testa e si distrugge per eliminare finalmente il chip pericoloso.
La conoscenza chiaramente proibita dei film di Terminator è il chip che porta alla nascita di SkyNet, e alla conseguente devastazione dell'umanità. Il Terminatore buono spiega il ruolo di Dyson nell'emergenza di SkyNet:
    Nel giro di qualche anno crea un tipo di microprocessore rivoluzionario... In tre anni Cyberdyne diventa il maggior fornitore di sistemi computerizzati militari. Tutti i bombardieri stelth vengono aggiornati coi computer Cyberdyne, divenendo perfettamente automatici e capaci di volare senza pilota. Viene approvata la legge per il finanziamento di SkyNet. Il sistema entra in linea il 4 Agosto 1997. Le decisioni umane vengono rimosse dalla strategia di difesa. SkyNet inizia ad imparare con scala geometrica. Diventa cosciente il 29 Agosto alle 2.14, ora occidentale. Nel panico cercano di togliere la spina. (9)
Come risultato SkyNet lancia i suoi missili contro la Russia e provoca un contrattacco catastrofico. Qui sono in azione molti elementi di conoscenza proibita: il microprocessore rivoluzionario, i computer della Cyberdyne e alla fine la SkyNet senziente. Questi elementi sono accusati di aver causato la distruzione dell'umanità. Ma, come sottolinea Michael Stern nel suo articolo Making Culture into Nature(10), questa enfasi sugli effetti speciali (qui le nuove tecnologie sgargianti) pongono in primo piano il proprio ruolo nella distruzione mentre simultaneamente mettono in secondo piano tecnologie esistenti che sono molto più colpevoli. Stern sottolinea come questi 'effetti speciali svolgano il ruolo politico di legittimazione delle attuali strutture di dominio.' Gli effetti speciali qui sono i chip della Cyberdyne e SkyNet, ma la loro enfasi nella narrazione maschera il ruolo di altre tecnologie dubbie che costituiscono le strutture di dominio: i bombardieri stealth, i cui 'risultati operativi perfetti' sono apparentemente fonte di grande gioia per i politici militaristi. Di conseguenza acconsentono di pagare per realizzare SkyNet e poi gli passano il controllo militare definitivo. Eppure non c'è una particolare critica per questi politici o per i loro bombardieri stealth: apparentemente stanno reagendo 'naturalmente' nell'usare la tecnologia di difesa più avanzata a loro disposizione.
Terminator e Terminator 2 contribuiscono ad una visione deterministica della natura umana ed è interessante confrontare il comportamento 'naturale' degli umani con il comportamento 'naturale' del Terminator stesso. John Connor nell'osservare due bambini che stanno giocando con delle armi giocattolo, generalizza in favore di una visione pessimistica dell'umanità dicendo: "Non lo faremo, vero? La gente, dico" e la saggia risposta del Terminator è: "E' nella vostra natura distruggervi." Ma la risposta di John con "Sì! La solita pizza, eh?" non è adeguata, perchè mentre il Terminator pontifica sulla propensione dell'umanità all'autodistruzione dice rispettosamente alla fine di Terminator 2 "Non mi posso autoterminare" e Sarah è costretta ad immergerlo nell'acciaio fuso. Il nobile Terminator si sacrifica per un'umanità che non è molto degna d'essere salvata.
Il Terminator s'è comportato 'innaturalmente' nello sviluppare risposte emotive e imparando a preoccuparsi per John e, di conseguenza, può salvare l'umanità. Il comportamento innaturale del Terminator gli permette di far del bene, ma non si è evoluto abbastanza da potersi uccidere. La stessa 'innaturalità' negli umani è la causa dell'olocausto, eppure, secondo i protagonisti principali del film, per gli umani agire 'naturalmente' è andare verso l'inevitabile distruzione. Non c'è cenno nel film sul fatto che il comportamento 'naturale' degli umani sia costruito. Paradossalmente, comunque, alla fine Sarah suggerisce che il comportamente 'naturale' umano potrebbe essere decostruito: "Il futuro sconosciuto rotola verso di noi e lo affronto per la prima volta con speranza. In quanto se una macchina, un terminator, può imparare il valore della vita umana, forse possiamo farlo anche noi." Questa frattura tra il naturale e il costruito sottolinea in maniera chiara il problema della conoscenza proibita: gli umani, di fatto, hanno un nucleo 'umano' irriducibile che non può essere alterato, o sono completamente alla mercè dell'ambiente in cui esistono? Questa è una preoccupazione comune alla cultura post-moderna che può essere vista più facilmente nella figura del cyborg e che sarà discussa più avanti nel capitolo cinque.
Il problema della conoscenza proibita è allora il paradosso della tecnologia. Gli umani inventano gli strumenti per raffozzarsi il che significa privilegiare se stessi sull'ortodosso. La sola risposta dell'ortodosso a questa situazione è di screditare il nuovo arrivato come 'innaturale' e poi o rigettare violentemente l'abusivo o lentamente diventare marginalizzato. In questo caso, il nuovo potere rinforzato dalla nuova tecnologia diventa 'naturale' per poi venir spiazzata da un altro potere più nuovo in arrivo. Quando le scienze o le tecnologie impiegate sono potenti in modo stupendo, come nel caso delle armi nucleari, sono viste (spesso in maniera giusta) in possesso del potenziale per uno stupendo abuso. Ma la tecnofobia inerente in questo rifiuto è troppo spesso maldiretta. Miles Dyson, di fronte alle ramificazioni del suo chip chiede comprensione: "Come facevamo a saperlo?" e Sarah Connors risponde con:
    Come facevate a saperlo? Quelli come voi hanno inventato la bomba all'idrogeno. Uomini come voi l'hanno progettata. Pensi d'essere tanto creativo, non sai neppure cosa significhi realmente creare qualcosa, creare una vita, sentirtela crescere dentro, tutto quello che sai sul come creare è morte e distruzione.(11)
Jeffords caratterizza tutto questo come una "critica femminista alla compensazione maschile alla maternità"(12), ma anche accettandolo, non si altera il fatto che il sentimento è giustamente diretto contro l'abuso della tecnologia, piuttosto che contro la tecnologia o il suo inventore. Uomini come Dyson possono aver inventato la bomba all'idrogeno, ma hanno inventato anche il Pacemaker, e hanno inventato l'arma che Sarah si propone di usare per terminare Dyson. E perfino la bomba all'idrogeno ha usi socialmente accettabili(13). Lo sfogo da Sarah e l'analisi di Jefford della critica soffrono entrambi dell'errore di ritenere invenzione e maternità come concetti mutualmente esclusivi.
Il problema, in definitiva, è che la nuova scienza e la nuova tecnologia non sono ne testate ne familiari. La tecnologia che è esistita per un certo tempo scivola sul fondo, non più un effetto speciale lampeggiante, ma un cittadino 'naturalizzato' della cultura umana. Lo sfogo di Sarah illumina il pregiudizio che la maternità sia migliore dell'invenzione: che il naturale sia migliore dell'innaturale. Una reductio ad absurdum di questo argomento comporterebbe l'abolizione del governo della legge, dato che è più naturale per il forte sovrastare il debole, o il rifiuto del linguaggio come un artificio contrario al grugnire naturale. Prometeo aveva introdotto il fuoco pericoloso e proibito presso l'umanità, ma ritenere il fuoco come 'profano' o come qualcosa 'altamente pauroso' ora sarebbe grottesco. La vera morale della favola di Prometeo è di portare alla cautela nelle innovazioni, in quanto i possessori di potere stabilito potrebbero non rispondere gentilmente alle innovazioni che minacciano le loro strutture di dominio. Il dilemma della conoscenza proibita illumina l'idea che questa tecnologia non è qualcosa di separato o di differente dalla natura umana: la tecnologia E' la natura umana. La distinzione tra naturale e artificiale, paradossalmente, è a sua volta artificiale. Questo porta a conseguenze che disturbano profondamente l'umanità.

NOTE

    (1)Cavendish, 122  G
    (2)Barbara Creed senza dubbio non sarebbe sorpresa da questo ritratto della donna pericolosa: si adatta bene alla sua descrizione del femminino-mostruoso
    G
    (3)Warrick, 35 G
    (4)Introduzione di Mary Shelley all'edizione del 1831 del Frankenstein. [Le citazioni italiane sono tratte dall'edizione del Frankenstein pubblicata dalla Newton Compton nella collana I Mamut, col titolo I Grandi Romazi Gotici, pp. 591-717, per la traduzione di Paolo Bussagli], pag.597
     G
    (5)Shelley nega una reale fonte per Frankenstein nell'opera di Darwin [Erasmus Darwin, nonno di Charles Darwin, naturalista e poeta], ma c'è una breve discussione sulla generazione spontanea in Zoonomia (1794-6) - Joseph, vii e nota
    G
    (6)Parafrasato dalla Interactive Encyclopedia di Compton  G
    (7)Frankenstein, 624 G
    (8)Jeffords, 248-9 G
    (9)Terminator 2  G
    (10)Stern, 67 G
    (11)Terminator 2 G
    (12)Jeffords, 252 G
    (13)Per esempio, c'è almeno un osservatorio che monitora costantemente comete e asteroidi che passano accanto alla terra e calcola le possibilità di collisioni. Il solo modo per evitare questo impatto (che sarebbe proprio catastrofico) verrebbe attraverso l'uso di armi nucleari. L'ultimo impatto con conseguenze si crede sia avvenuto nel 1908 in Siberia.
    G


 
appendice introduzione cap. 2 cap. 3 cap. 4 Conclusione
Componenti essenziali della Fantascienza ll paradosso osservazione/spiegazione: Tecnologia ambigua in Fahreheit 451 e nella trilogia di Alien Liberare la coda della tigre: Rifiuto della tecnologia in Brave new World e Mad Max 3 Posso avere le chiavi del mondo? La relazione tra l'umanità e la sua prole tecnologica in Nineteen Eighty-Four e Blade Runner

 



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