| Il
Dilemma della Natura Artificiale: Conoscenza proibita in Frankenstein e
Terminator
Una
delle storie più familiari della mitologia occidentale è
quella di Prometeo, il titano che creò gli umani contro la volontà
di Zeus e poi rubò il fuoco dal cielo per darlo alla sua creazione.
Insegnò agli umani anche le arti delle scienze, ma per le sue azioni
e per la sua disobbedienza fu punito da Zeus, che aveva tolto il fuoco
all'umanità e la opprimeva. Zeus fece incatenare Prometeo al Caucaso
e ogni giorno il suo fegato, perpetuamente rigenerato, veniva strappato
dal suo corpo da un'aquila o da un avvoltoio. Prometeo è visto come
l'eroe
della cultura che, all'alba dei tempi ottenne per l'uomo certi vantaggi
essenziali della sua esistenza civilizzata. (1)
La conoscenza del fuoco sollevò l'umanità al di sopra del
livello degli animali e permise loro di creare strumenti con cui operare
i cambiamenti del mondo. C'è, comunque, sempre un senso di opposizione
nella conoscenza così ottenuta: è 'contro natura', pericolosa
e vietata, ma essenziale per il miglioramento dell'uomo. Questo si riflette
nei miti occidentali della creazione e, in modo interessante, spesso impiega
le azioni di una donna. (2) Pandora,
disobbedendo, apre la scatola o il vaso e libera il dolore nel mondo, ma
anche la speranza. La disobbedienza di Eva causa la Cacciata, ma permette
di raggiungere la conoscenza essenziale del Bene e del Male. La conoscenza
che guadagnano gli umani fornisce inevitabilmente loro del potere... un
potere per porre in questione un'ordine stabilito e possibilmente per abbatterlo.
Shelley descrive la germinazione dell'idea per il proprio romanzo:
Storicamente il periodo che va dalla fine del 700 e l'inizio dell'800 è formato da anni impegnati in termini di ricerca sull'elettricità. Verso il 1745 E. Georg von Kleist e Pieter van Musschenbroek scoprirono che un recipiente in vetro pieno d'acqua e caricato da una fonte a frizione, poteva immagazzinare la carica per un uso successivo. Nel 1746 Sir William Watson scoprì che l'elettricità viaggiava quasi istantaneamente lungo un filo lungo circa 3,2 chilometri. Nel 1753 l'inglese John Canton scoprì l'induzione elettrostatica. Nel 1780 Luigi Galvani notò che le zampe di una rana morta appese a un gancio di ferro si contraevano se toccate con differenti tipi di metallo. Pensò che fosse causato da una speciale "elettricità animale", ma un professore di fisica, il conte Alessandro Volta, sospettò una causa chimica. Nel corso delle sue investigazioni inventò la batteria. Per il 1831 Michael Faraday aveva scoperto il principio dell'induzione elettromagnetica e le basi concrete per motori e generatori. (6) L'elettricità era scarsamente conosciuta, e le paure associate ad essa nascevano dall'ignoranza. La premessa di Frankenstein è che la nuova conoscenza sovvertirà il vecchio ordine che aveva fornito le buone cose nel mondo così come appariva al momento. Le nuove scoperte sarebbero saltate addosso a quella che veniva considerata una natura inalterabile. Come dice Shelley,
Il senso di desacrazione per qualcosa di sacro e l'orrore innaturale che questo comporta è trasmesso dal brano in cui il dottor Frankenstein descrive il proprio lavoro:
Gli sforzi di Frankenstein sono descritti come "innaturali". Sono contrari alla "natura" e a Dio, e per questo vengono presentati come pericolosi e abominevoli. La stessa paura conservatrice dell'innaturale si può vedere nella figura del cyborg in Terminator di James Cameron. Terminator inizia con una scena in cui mostruosi carri armati meccanici schiacciano teschi umani in una Los Angeles post apocalittica del 2029. Le macchine, originalmente costruite per i militari hanno conquistato la terra, causato una guerra nucleare e stanno tentando di spazzare le ultime bande dei sopravvissuti umani. Siamo poi riportati al presente (1984) e introdotti ai combattenti: il Terminator (Arnold Schwarzenegger), rappresentante delle macchine, e Kyle Reese (Michael Biehn), rappresentante della resistenza umana. Reese spiega che Sarah viene braccata perchè suo figlio non ancora nato, John Connor, sarà il capo del movimento di resistenza umana, e il malvagio sistema dei computer ha inviato nel passato il Terminator per evitare che partorisca, faccia crescere e istruisca quel figlio. Il Terminator è opportunamente caratterizzato come un demonio monomaniacale, instancabile, senza rimorsi e votato alla distruzione. Reese è presentato analogamente come il potenziale protettore/amante impacciato, capace nella lotta ma emotivamente incerto. Sarah e Reese sfuggono al Terminetor e Reese inizia ad insegnare a Sarah le arti marziali. I due generano anche John Connor e Reese, avendo così svolto la propria funzione come rappresentante umano, viene ucciso dall'infaticabile Terminator. Dopo una battaglia decisiva, Sarah alla fine schiaccia il cyborg e il film termina con Sarah in Messico che registra dei nastri per il figlio che nascerà e contempla il futuro tetro mentre si vanno ammassando le nuvole della tempesta. Gli elementi di paura sono stati introdotti, SkyNet, il sistema di computer che rovescia i suoi creatori e il Terminator, istancabile e monomaniaco come i marziani di H.G.Wells. Ma il Terminator rappresenta una minaccia molto più grande di qualsiasi alieno razziatore, in quanto il Terminator è stato creato dagli umani ed è molto vicino ad essere umano anch'esso. E' soltanto alla fine del film, quando la carne di rivestimento si brucia, che il Terminator diventa visibilmente alieno. Ciò ci permette di arrivare al tema di Frankenstein: ciò che era stato pensato originalmente come tecnologia al servizio dell'umanità, sviluppa una propria mente e non necessariamente è d'accordo con il proprio creatore. Qui ha luogo una importante lotta padrone/servitore (vedi capitolo 4) ma molto più importante nei film di Terminator è la paura generata dalla liberazione di potenze misteriose e mortali che l'umanità avrebbe fatto meglio a lasciar stare. Il dottor Frankenstein dei film di Terminator è Myles Dyson, che incontriamo in Terminator 2. Terminator 2 - Judgment Day riprende la storia alcuni anni dopo. Il prologo mostra ancora una volta il futuro distopico e veniamo a conoscenza di un secondo tentativo della cospirazione delle macchine di terminare il quattordicenne John (Edward Furlong). John elude a stento il nuovo proptotipo avanzato T-1000 in metallo liquido (Robert Patrick) e fugge con l'aiuto del vecchio Terminator, ora riprogrammato per essere il guardiano di John. Viene così allestita una battaglia tra macchina buona e macchina cattiva, un punto importante. Terminator 2 vorrebbe ammettere la possibilità di una macchina buona (il Terminator buono) mentre critica simultaneamente la tecnologia che ha potuto creare lui/esso, e la tecnologia che ha potuto creare l'ultimo modello. Con esattezza, che cosa differenzia il nuovo Terminator utile e pratico di Terminator 2 dal modello identico, ma assassino, del film originale? Forse per via del fatto che lo Schwarzenegger Terminator aveva avuto un'immensa popolarità nonostante fosse un personaggio malvagio. Si potrebbe anche prenderlo per indicare che il pubblico era diventata familiare con il Terminator, non era più una cosa nuova, minacciosa o strana e si poteva umanizzare con sicurezza. E' stato fatto puntualmente: il Terminator diventa una figura paterna per John. Susan Jeffords va anche più avanti nel ragionamento:
Il nuovo cattivo, il T-1000, è una figura tanto stereotipa quanto il mostro di Frankenstein possa essere diventato nell'immaginazione popolare. Il T-1000 non ha nome, semplicemente il numero alfanumerico del modello. E' polimorfo (muta forma) ad un grado tale che non ha più una forma 'naturale': piutosto 'ruba l'anima' a quelli che tocca e che imita. Il T-1000 scivola attraverso le fessure delle porte, e passa attraverso i muri o le sbarre. Può anche mascherarsi come parte del pavimento. Mettete a confronto questo con il Terminator originale che è fatto di pezzi di metallo e microchip, cose che sono familiari ad un pubblico occidentale della classe media, anche se non comprese a pieno. Lo Schwarzenegger Terminator appare almeno umanoide nella sua forma 'naturale'. Nei confronti degli ostacoli fisici, lo Schwarzenegger Terminator non filtra attraverso i muri senza sforzo, li fa saltare o li abbatte. Il Terminator nel primo film poteva anche essere un demonio, ma almeno era un demonio solido e identificabile. Il T-1000 apparentemente è onnipotente. Perfino la maniera con cui i due terminator uccidono li differenzia: lo Schwarzenegger Terminator uccide e mutila alla vecchia maniera umana, con un'arma, a distanza. Questo conferisce al processo una certa (anche se minore) dose di imparzialità. Lo Schwarzenegger Terminator svolge la sua funzione nel modo più efficiente e niente più. Il nuovo T-1000, invece, uccide nell'ancor più antico stile umano, in modo ravvicinato, in modo raccapricciante, con pezzi di metallo affilati. Il T-1000 realmente si diverte ad uccidere, piuttosto che rispondere alla propria programmazione. Mostra delle emozioni malvage ben definite, laddove il Terminator era semplicemente robotico. E' un tributo ai realizzatori del film il fatto che abbiano tentato di includere in modo comprensivo paure vecchie e nuove per la violenza e per la malvagità nella figura del T-1000, mentre, simultaneamente, si assolveva lo Schwarzenegger Terminator della sua colpevolezza. Il Terminator termina, mentre il T-1000 uccide. Le differenze nel T-1000 e nello Schwarzenegger Terminator dimostrano il cambiamento che è occorso nella nuova tecnologia. In The Terminator, la conoscenza proibita era la tecnologia che portava allo Schwarzenegger Terminator, ma in Terminator 2 questa conoscenza e lo stesso Terminator sono essenziali. Pericolosi ma essenziali. Nel viaggio verso il Messico John e Sarah vengono a sapere di più sulla rete di computer malvagi (SkyNet). Uno scienziato ha creato un chip per computer rivoluzionario, che sarà poi impiantato in tutto l'harware militare. Quando i controllori umani realizzeranno che SkyNet è diventata senziente, cercheranno di disconnetterla e SkyNet provocherà una guerra nucleare globale per assicurarsi la sopravvivenza. Sarah si mette in viaggio da sola per eliminare Miles Dyson (Joe Morton), lo scienziato responsabile per il chip. John e il Terminator che va rapidamente umanizzandosi la seguono e arrivano proprio quando Sarah decide di risparmiare Dyson. Dyson, dopo essere stato informato sulle deviazioni maligne della sua invenzione, rivela che il chip era di fatto modellato sulla CPU dal Terminator originale e acconsente di aiutarli a distruggerlo assieme a tutta la sua ricerca, allo scopo di prevenire l'insorgere di SkyNet. Dopo una lotta riescono a ricatturare i pezzi dal vecchio terminator e a distruggere il laboratorio di Dyson. Durante una caccia finale distruggono i manufatti tecnologici e il T-1000. Il Terminator poi sottolinea il fatto che ha ancora un chip nella sua testa e si distrugge per eliminare finalmente il chip pericoloso. La conoscenza chiaramente proibita dei film di Terminator è il chip che porta alla nascita di SkyNet, e alla conseguente devastazione dell'umanità. Il Terminatore buono spiega il ruolo di Dyson nell'emergenza di SkyNet:
Terminator e Terminator 2 contribuiscono ad una visione deterministica della natura umana ed è interessante confrontare il comportamento 'naturale' degli umani con il comportamento 'naturale' del Terminator stesso. John Connor nell'osservare due bambini che stanno giocando con delle armi giocattolo, generalizza in favore di una visione pessimistica dell'umanità dicendo: "Non lo faremo, vero? La gente, dico" e la saggia risposta del Terminator è: "E' nella vostra natura distruggervi." Ma la risposta di John con "Sì! La solita pizza, eh?" non è adeguata, perchè mentre il Terminator pontifica sulla propensione dell'umanità all'autodistruzione dice rispettosamente alla fine di Terminator 2 "Non mi posso autoterminare" e Sarah è costretta ad immergerlo nell'acciaio fuso. Il nobile Terminator si sacrifica per un'umanità che non è molto degna d'essere salvata. Il Terminator s'è comportato 'innaturalmente' nello sviluppare risposte emotive e imparando a preoccuparsi per John e, di conseguenza, può salvare l'umanità. Il comportamento innaturale del Terminator gli permette di far del bene, ma non si è evoluto abbastanza da potersi uccidere. La stessa 'innaturalità' negli umani è la causa dell'olocausto, eppure, secondo i protagonisti principali del film, per gli umani agire 'naturalmente' è andare verso l'inevitabile distruzione. Non c'è cenno nel film sul fatto che il comportamento 'naturale' degli umani sia costruito. Paradossalmente, comunque, alla fine Sarah suggerisce che il comportamente 'naturale' umano potrebbe essere decostruito: "Il futuro sconosciuto rotola verso di noi e lo affronto per la prima volta con speranza. In quanto se una macchina, un terminator, può imparare il valore della vita umana, forse possiamo farlo anche noi." Questa frattura tra il naturale e il costruito sottolinea in maniera chiara il problema della conoscenza proibita: gli umani, di fatto, hanno un nucleo 'umano' irriducibile che non può essere alterato, o sono completamente alla mercè dell'ambiente in cui esistono? Questa è una preoccupazione comune alla cultura post-moderna che può essere vista più facilmente nella figura del cyborg e che sarà discussa più avanti nel capitolo cinque. Il problema della conoscenza proibita è allora il paradosso della tecnologia. Gli umani inventano gli strumenti per raffozzarsi il che significa privilegiare se stessi sull'ortodosso. La sola risposta dell'ortodosso a questa situazione è di screditare il nuovo arrivato come 'innaturale' e poi o rigettare violentemente l'abusivo o lentamente diventare marginalizzato. In questo caso, il nuovo potere rinforzato dalla nuova tecnologia diventa 'naturale' per poi venir spiazzata da un altro potere più nuovo in arrivo. Quando le scienze o le tecnologie impiegate sono potenti in modo stupendo, come nel caso delle armi nucleari, sono viste (spesso in maniera giusta) in possesso del potenziale per uno stupendo abuso. Ma la tecnofobia inerente in questo rifiuto è troppo spesso maldiretta. Miles Dyson, di fronte alle ramificazioni del suo chip chiede comprensione: "Come facevamo a saperlo?" e Sarah Connors risponde con:
Il problema, in definitiva, è che la nuova scienza e la nuova tecnologia non sono ne testate ne familiari. La tecnologia che è esistita per un certo tempo scivola sul fondo, non più un effetto speciale lampeggiante, ma un cittadino 'naturalizzato' della cultura umana. Lo sfogo di Sarah illumina il pregiudizio che la maternità sia migliore dell'invenzione: che il naturale sia migliore dell'innaturale. Una reductio ad absurdum di questo argomento comporterebbe l'abolizione del governo della legge, dato che è più naturale per il forte sovrastare il debole, o il rifiuto del linguaggio come un artificio contrario al grugnire naturale. Prometeo aveva introdotto il fuoco pericoloso e proibito presso l'umanità, ma ritenere il fuoco come 'profano' o come qualcosa 'altamente pauroso' ora sarebbe grottesco. La vera morale della favola di Prometeo è di portare alla cautela nelle innovazioni, in quanto i possessori di potere stabilito potrebbero non rispondere gentilmente alle innovazioni che minacciano le loro strutture di dominio. Il dilemma della conoscenza proibita illumina l'idea che questa tecnologia non è qualcosa di separato o di differente dalla natura umana: la tecnologia E' la natura umana. La distinzione tra naturale e artificiale, paradossalmente, è a sua volta artificiale. Questo porta a conseguenze che disturbano profondamente l'umanità. NOTE
(2)Barbara Creed senza dubbio non sarebbe sorpresa da questo ritratto della donna pericolosa: si adatta bene alla sua descrizione del femminino-mostruoso G (3)Warrick, 35 G (4)Introduzione di Mary Shelley all'edizione del 1831 del Frankenstein. [Le citazioni italiane sono tratte dall'edizione del Frankenstein pubblicata dalla Newton Compton nella collana I Mamut, col titolo I Grandi Romazi Gotici, pp. 591-717, per la traduzione di Paolo Bussagli], pag.597 G (5)Shelley nega una reale fonte per Frankenstein nell'opera di Darwin [Erasmus Darwin, nonno di Charles Darwin, naturalista e poeta], ma c'è una breve discussione sulla generazione spontanea in Zoonomia (1794-6) - Joseph, vii e nota G (6)Parafrasato dalla Interactive Encyclopedia di Compton G (7)Frankenstein, 624 G (8)Jeffords, 248-9 G (9)Terminator 2 G (10)Stern, 67 G (11)Terminator 2 G (12)Jeffords, 252 G (13)Per esempio, c'è almeno un osservatorio che monitora costantemente comete e asteroidi che passano accanto alla terra e calcola le possibilità di collisioni. Il solo modo per evitare questo impatto (che sarebbe proprio catastrofico) verrebbe attraverso l'uso di armi nucleari. L'ultimo impatto con conseguenze si crede sia avvenuto nel 1908 in Siberia. G
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