Liberare la coda della tigre:
rifiuto della tecnologia in
Brave new World e Mad Max 3


Gli umani sono curiosi e industriosi e il loro progresso scientifico di solito è collegato al progredire della civiltà. Nel caso delle distopie tecnologiche, il progresso incontrollato è visto come una specie di tumore, in quanto spande effetti che sono pericolosi sia per l'organismo sociale che, in modo più astratto, per la 'natura umana'. Ma il rifiutare un prodotto tecnologico o un approccio scientifico possibilmente promettenti porta con se problemi che possono essere molto dannosi per l'umanità, collettivamente e individualmente. Va tracciata una distinzione tra la scienza o la tecnologia che viene realmente rifiutata e quella che si trova ad essere sorpassata: per esempio lo sviluppo di tecniche siderurgiche più sofisticate non rende quella del fabbro una abilità pericolosa e sovversiva, e non è probabile che si senta dire di una rivoluzione capeggiata da astronomi militanti tolemaici. La stessa cosa non è vera per nuove tecnologie che vengono sviluppate e poi rifiutate in quanto inadatte all'uso umano. Il fatto stesso che delle tecnologie esistano è testimone del fatto che qualcuno ha speso un tempo considerevole a svilupparle e ad estenderle. Qualcuno ha ritenuto che valessero lo sforzo necessario. L'invenzione è un processo a senso unico e tentare di disinventare o sopprimere una tecnologia porta spesso al sollevamento sociale, alla repressione e alla stagnazione. Nella narrativa distopica di tipo escatologico o tecnologico, le culture, poiché hanno una minore tecnologia di quanta non ne possieda la società attuale, vengono inevitabilmente trattate come se avessero perso qualcosa o come se fossero meno civilizzate. Opporsi ai prodotti della tecnologia significa fare della curiosità e della creatività umana un nemico estremamente potente. In Frankenstein, per esempio, la creatura inizia la sua vita come essere gentile e servizievole con un unico desiderio per l'amore. E' dopo essere stato rifiutato dal dottor Frankenstein che diventa un mostro distruttivo. Gli viene negato l'amore e un posto nella società e così si ribella a un mondo che dopo averlo creato non gli trova un posto per stare. [1]

Questo tema può essere osservato in Brave New World di Aldous Huxley. Il libro è una satira delle idee di progresso negli anni '30 ma, accanto al pericolo della scienza incontrollata, il libro dimostra il pericolo del suo rifiuto. Brave New World inizia, in maniera appropriata, nel luogo della nascita comunitaria, il Central London Hatchery. L'anno è il 632 DF (Dopo Ford). Il direttore del centro mostra il centro stesso ad un gruppo di studenti e spiega loro le complessità della clonazione (il processo di Bokanovsky). Questa capacità a produrre grosse quantità di persone geneticamente identiche è spiegata come "uno degli strumenti principali della stabilità sociale," e il direttore procede nella spiegazione del processo di produzione artificiale delle persone agli studenti. Allo scopo di assicurare la stabilità, lo stato ha abolito le fonti di sentimenti forti e diviso la popolazione in caste: Alfa, Beta, Gamma, Delta ed Epsilon. Tutti sono 'decantati' e allevati in istituti statali e tutti sono condizionati ad essere soddisfatti dallo svolgere certi compiti, con gli Alfa che fanno i lavori più intellettuali e gli Epsilon quelli più umili. Dato che, come risultato della manipolazione chimica e psicologica, ogni casta è soddisfatta di svolgere il lavoro assegnato, virtualmente non esiste risentimento verso la società: nessuna ambizione, nessuna lotta e nessuna passione o lealtà conflittuali. La felicità è obbligatoria. Questo comporta l'abolizione di molte possibili fonti di infelicità: la morale, la politica, la religione, la famiglia... sono tutte sconosciute. Il principio fondante della società è che ognuno lavora esclusivamente per lo stato e ignora l'individualità. Quando irrompe la realtà, al posto di droghe o religioni fisicamente distruttive, c'è una droga chiamata Soma che fornisce

un'evasione fuori della realtà quando [si desidera] e tornate senza neanche un mal di testa a una mitologia.[2] Bernard Marx, un intellettuale Alfa-più che è fisicamente differente dalle sue copie, inizia a pensare in modo spiacevole pensieri individuali e va con Lenina Crowne nella 'Riserva dei Selvaggi' primitiva e incivile. Incontrano Linda, una Beta-meno che si è persa nella riserva molti anni addietro ed è tornata alla normale riproduzione biologica. Incontrano anche suo figlio, John. John è venuto a sapere della civiltà fordiana da sua madre (un termine osceno e incivile) e dell'umanità da un volume delle opere di Shakespeare. Ma quando Bernard porta con sè John nella civiltà, John è inorridito dalla mancanza di libertà umana, dalla mancanza di amore e di individualità, dalla mancanza di dignità da parte dell'umanità. Quelli che vivono all'interno della civiltà, al contrario, sono divertiti dai modi pittoreschi del selvaggio e perplessi dalla sua apparente incapacità ad apprezzare la stabilità e il conforto offerti dalla società e dal soma. John rapidamente si ritrova confuso dalla società: la sua nozione di amore romantico da un lato e l'insistenza della società sulla totale libertà sessuale dall'altra: "Ognuno appartiene a tutti gli altri". Allo stesso modo è per lui incomprensibile il trattamento casuale da parte della società della morte. Ogni marmocchio passa due mattine alla settimana in un ospedale per moribondi. Vi sono raccolti i giocattoli più perfezionati ed essi ricevono della crema di cioccolata i giorni in cui muore qualcuno. Imparano a considerare la morte come una cosa naturale.[3] Questo non si adatta alle esperienze di prima mano di John degli aspetti sgradevoli della morte che aveva nella riserva primitiva. John cerca di organizzare un gruppo di lavoratori Delta per resistere al soma e combattere per la libertà, ma questi non sono capaci di comprendere la libertà e si scatenano. John viene arrestato e portato di fronte a Mustapha Mond, uno dei dieci Controllori del Mondo, i capi della società.

Qua segue una dettagliata difesa della civiltà fordiana da parte di Mond, per la pena di John. John sottolinea che non c'è nessun Dio nel Brave New World (la risposta di Mond è che "Dio non è compatibile con le macchine, con la medicina scientifica e con la felicità universale. Bisogna fare la propria scelta. La nostra civiltà ha scelto le macchine e la medicina e la felicità." [4] John ribatte che lui desidera la libertà di fare l'esperienza di Dio e di tutta l'infelicità che ne deriva: "Voglio Dio, voglio la poesia, voglio il pericolo reale, voglio la libertà, voglio la bontà. Voglio il peccato." [5] A John non viene permesso di andare in esilio dalla società assieme a Marx e di unirsi ad altri potenziali devianti sociali sovversivi, ma riesce a fuggire nella solitudine, vivendo in un faro, procurandosi da solo il cibo e mantenendo uno stile di vita indipendente. Comunque non è capace di sopportare il suo isolamento e la sua opposizione: gli fanno visita dei curiosi dalla società e, nella disperazione per la sua incapacità di evitare di unirsi alla loro pazzia utopica si uccide.

Huxley, naturalmente, satirizza gli ideali degli anni trenta del progresso scientifico e dell'industrializzazione intesi a portare l'utopia, nel caso specifico le idee di H. G. Wells. William Matter descrive questa utopia ravvisata da Huxley (e Orwell e Zamyatin) come "una sgradevole estensione di una tradizione fin troppo appesantita da principi autoritari e una fede irrealistica nella perfettibilità dell'umanità." [6]. Matter cita da A Modern Utopia di Wells per mostrare questa fede nel progresso scientifico:

Il messaggio preciso che la scienza fisica ha per il mondo nel suo insieme è questo, che se fossero i nostri strumenti politici sociali e morali ideati per i loro fini bene quanto una linotipo, o un impianto antisettico per operazioni, o un tram elettrico, non ci sarebbe al mondo alcuna fatica apprezzabile e soltanto una frazione infinitesimale del dolore, della paura e dell'ansia che attualmente rende la vita umana così dubbia nel suo valore.[7] E' questa posizione, dove l'iterazione umana è ridotta a uno schema deterministico colori-numeri, che attaccano gli scrittori distopici sul genere di Huxley. Essi cercano di mostrare che la vita umana e l'operazione sociale si trova su un ordine dell'essere differente dall'operazione di semplici strumenti tecnologici. Sostengono che l'errore umano è necessario. E hanno ragione in un punto. H.G.Wells, nel postulare un'utopia tecnologica, commette lo stesso errore che fanno troppi scrittori distopici: aderisce ad una visione molto inflessibile della natura umana. Piuttosto che all'interno di un quadro irrimediabilmente fosco, comunque, Wells vede l'umanità attraverso lenti colorate di rosa. Il contributo di Huxley è di portare questa percezione errata agli estremi e dimostra l'inumanità di una vita dove la stabilità è privilegiata sulla umanità dell'individuo.

Comunque il luogo della scienza e della tecnologia in Brave New World è aperto ad essere messo in discussione. Di sicuro la procedura Bokanovsky appare raccapricciante e la società di stabilità immobile in cui l'attività commerciale e scientifica possono fiorire senza limite è da incubo. Ma neppure la mancanza della scienza è applaudita: la riserva è un luogo ancor più spiacevole, come si può notare dai pidocchi nei capelli di John e dalle terribili condizioni in cui si trova Linda quando torna alla civiltà. Ci sono molti attacchi al progresso scientifico e tecnologico, dalla alterazione satirica di 'Our Lord' (nostro Signore) in 'Our Ford' (nostro Ford), la modifica del segno della croce nel segno del model-T [il tipo dell'autovettura], fino alle dirette ed estremamente negative caratterizzazioni della scienza militare:

CH3C6H2(NO2)3+Hg(CNO)2 = a che cosa infine? Un'enorme fossa nel terreno, un ammasso di macerie, dei frammenti di carne e di muco, un piede coperto ancora dalla scarpa, che vola per l'aria e ricade, flac! in mezzo ai gerani, gerani rossi; ce n'era una così bella fioritura quell'estate! [8] Huxley attacca la scienza come una forza deumanizzante e barbarica e la lega alla morte violenta attraverso la creazione delle armi. Dimostra anche il grado a cui i residenti nella società fordiana sono diventati insensibili all'orrore. Il passaggio viene da una descrizione di Mustapha Mond della Guerra dei Nove Anni che fu il catalizzatore storico per una società più stabile, ad ogni costo. Di nuovo la scienza è accusata della colpevolezza infame di aver tentato di rendere la società stabile per forza: "il famoso massacro del British Museum. Duemila fanatici della cultura furono asfissiati con solfuro di dicloretile." [9] e alla fine Huxley la trasforma nella guardiana della nuova società non violenta ma assolutamente stabile: "in fin dei conti [...] i Governatori capirono che la violenza non serviva a nulla. I metodi più lenti, ma di gran lunga più sicuri, dell'ectogenesi, della condizionatura neopavlovniana, dell'ipnopedia..." [10]. Huxley rende così la scienza un complice della società inumana di Brave New World. Ma non apprezza un regno precedente e non è descritta come irrimediabilmente cattiva. Con suprema ironia lo stesso Mustapha Mond è uno scienziato ed è soltanto un Controllare Mondiale perchè ha accettato di abbandonare la sua scienza potenzialmente sovversiva e servire la felicità sociale piuttosto che la verità. Mond traccia una distinzione tra il tipo di scienza che risolve i problemi della produzione e assicura la stabilità, e la scienza 'reale' che cerca di estrarre la verità senza riguardo all'ordine sociale esistente: Non è solo l'arte ad essere incompatibile con la stabilità; c'è anche la scienza. La scienza è pericolosa; noi dobbiamo tenerla con la massima cura incatenata e con tanto di museruola [...] tutta la nostra scienza è una specie di "re dei cuochi", con una teoria ortodossa della culinaria che nessuno ha il diritto di mettere in dubbio, e una lista di ricette alla quale non si deve aggiungere nulla eccetto che dietro permesso speciale del capocuoco. Adesso il capocuoco sono io. Ma una volta io ero un giovane sguattero curioso. Mi misi a fare un po' di cucina a modo mio. Cucina eterodossa, cucina illecita. Un po' di scienza reale, insomma. [11] Mond sottolinea che la scienza al servizio dei Controllori è senza dubbio una scienza insapore e spuntata. La sua unica funzione è di mantenere un ordine sociale esistente. Ma nel rifiutare l'altra scienza inquisitiva, la società fordiana la trasforma in un nemico. Soffoca ogni possibilità di crescita e si condanna all'inevitabile stagnazione e al bisogno costante di rimuovere l'individualità che, come un virus, distruggerebbe la società dall'interno. Lo stesso Mond riconosce la dicotomia, il bisogno e il pericolo della scienza che sceglie di non servire:
"Io m'interesso alla verità, io amo la scienza. Ma la verità è una minaccia, la scienza è un pericolo pubblico. E' altrettanto pericolosa quanto è stata benefica. Ci ha dato il più stabile equilibrio della storia [...] Ma noi non possiamo permettere alla scienza di disfare il suo buon lavoro. Ecco perchè limitiamo con tanta cura il campo delle sue ricerche, ecco perchè quasi mi mandavano su un'isola. Noi non le permettiamo di occuparsi dei problemi più immediati del momento. Tutte le altre imprese vengono col massimo impegno scoraggiate. E' curioso [...] leggere ciò che si scriveva all'epoca del Nostro Ford sul progresso della scienza. Sembrava ci si immaginasse che si potesse permetterle lo sviluppo indefinito, senza riguardo per le altre cose. Il sapere era il Dio più alto, la verità il valore supremo; tutto il resto era secondario e subordinato." [12]
Rifiutando il progresso scientifico, la civiltà fordiana lo ha reso un nemico. Scegliendo la stabilità e il comfort sopra a tutto significa che tutto ciò che minaccia la stabilità (in questo caso la verità della scienza) deve essere combattuto. Ma la scienza è anche necessaria per mantenere l'artificialità della civilizzazione. Il rifiuto della tecnologia ha portato le persone della civiltà fordiana in un circolo vizioso pericoloso e infinito.

Huxley, mentre è severamente critico nei confronti della tecnologia usata in Brave New World, riconosce la sua natura chimerica ed è principalmente critico nei confronti degli usi in cui è posta. William Matter sottolinea che

"Scienza e meccanizzazione sono i punti focali dell'attacco [di Huxley] a Wells, ma è importante notare che Huxley sta reagendo anche ad una lunga tradizione nel pensiero utopico" che lega l'industrializzazione e il progresso scientifico alla creazione di Utopia, e traversa opere come La Città del Sole di Campanella, Christianopolis di Valentin Andreae, New Atlantis di Francis Bacon e A Modern Utopia di H. G. wells. Tutte opere, spiega Matter, che creano società ideali con l'aiuto di quella tecnologia che gli scrittori sentivano realmente realizzabile [13]. Matter afferma anche che La realtà dell'utopia, per Huxley, è terrificante. In Brave New World attacca la visione classica della struttura sociale ideale e denuncia 'l'orrore dell'Utopia wellsiana'. La tecnologia è solamente il mezzo attraverso cui questi utopisti rafforzano le loro strategie deterministiche. Huxley è cosciente del pericolo insito nel rifiuto totale dell'approccio scientifico.

Un altro esempio dei problemi che si devono affrontare rifiutando la tecnologia può essere osservato nei film di Mad Max, specialmente in Mad Max 3: Beyond Thunderdome (Mad Max 3, Oltre la Sfera del suono). Questo film presenta molte inadeguatezze, ma funziona come una apologia per la società tecnologica che provocò l'olocausto nucleare. Mad Max è senz'ombra di dubbio un film di genere, ma è interessante prima di tutto perchè pur in un'ambientazione post apocalittica il film ritrae la tecnologia in una luce estremamente positiva, e poi perchè è specificamente australiano. Di fatto potrebbe essere indicativo della tolleranza generale e dell'accettazione che gli australiani sembrano avere per le nuove tecnologie. [14]

Mad Max 3 inizia mostrando quanto sia caduto lontano il guerriero della strada che una volta guidava "l'ultimo degli intercettori V-8" [15]. Max (Mel Gibson) arranca attraverso un deserto, il suo mezzo trainato da un gruppo di cammelli. Derubato del suo veicolo da un pirata aereo, Max lo segue a Bartertown, un insediamento fortificato anarchico che sopravvive grazie a due fattori: funge da avamposto di scambio con le zone morte e possiede l'elettricità. Bartertown è governato, alla luce del sole, da Aunty (Tina Turner), ma realmente è sostenuto grazie alla conoscenza scientifica di Master (Angelo Rossitto). Master, un nano, cavalca le spalle di Blaster (Paul Larsson) che fornisce i muscoli al cervello di Master. Conosciuti congiuntamente come Master-Blaster, Master dirige Underworld, una fabbrica che genera l'elettricità dal gas metano prodotto dallo scarico dei maiali. Max, in cerca del suo veicolo, è ammesso a Bartertown solo come mercenario. E' assunto per uccidere Blaster in modo che Aunty possa dominare Master e governare Bartertown, anche di fatto e non solo in apparenza.

Max combatte Blaster in una lotta da gioco-spettacolo conosciuta come Thunderdome. Max sconfigge il ritardato mentale Blaster ma non lo uccide, in sfida alle regole del Thunderdome e ai patti cospirativi con Aunty. Condannato a morte per esposizione, Max è salvato dal cacciatore di una 'tribù perduta' (un gruppo di bambini, sopravvissuti ad uno schianto aereo). Abbandonati molto tempo prima dagli adulti sopravvissuti, i bambini hanno formato una società tribale di cacciatori-raccoglitori, completa di linguaggio corrotto e mitologia basata su memorie sfocate di manufatti pre-apocallittici. Scambiano Max per il mitico capitan Walker, il pilota dell'aereo partito per cercare aiuto e il cui ritorno segnala il salvataggio e il trasporto della tribù-fanciulla alla terra del domanidomani, la vecchia città. Nonostante i tentativi di Max di dissuaderli, alcuni dei bambini più vecchi si pongono alla ricerca di Bartertown per ricatturare 'il conoscere e il saper fare' le cose. Max li segue e dopo un salvataggio dalle sabbie infide della zona distrutta il gruppo raggiunge Bartertown. Cercano di infiltrarsi nella città, catturare Master e fuggire nelle zone selvagge. Inseguiti da Aunty e dai suoi teppisti, Max, Master e i bambini incontrano il pilota che ha rubato il mezzo di Max. Usando il suo aereo, Master e i ragazzini riescono a fuggire dalla città in rovina mentre Max rimane indietro. Il film finisce con una 'leggenda' finale: la saggezza orale della tribù-fanciulla, che parla della speranza di ricatturare la civiltà precedente alla guerra atomica.

Stranamente, non c'è virtualmente nessuna menzione scopertamente negativa della tecnologia in Mad Max 3. Nonostante si viva in un deserto a causa di una guerra atomica, il film critica specificamente gli umani. Dottor Dealgood (Edwin Hodgeman) è il rivenditore di cammelli usati di Bartertown, l'indovino e il ringmaster del Thunderdome. Egli spiega:

Ascoltate! Ascoltate! Vi dirò ciò che accade qui. Le contese provocano la morte e la morte provoca guerra e una guerra ci ha portati così vicini alla morte. Ma guardiamoci ora, relitti umani e parliamo solo della pioggia radioattiva, ma noi abbiamo imparato dalla polvere dei morti, Bartertown ha imparato. Ora quando gli uomini vogliono combattere lo fanno qui e tutto finisce qui. Due uomini combattono, uno vive. [16] Dealgood enfatizza la natura maliziosa degli umani, piuttosto che la tecnologia. Anche quando a Max viene offerta acqua in vendita, e la preziosa acqua risulta radioattiva, il film critica un viscido venditore e non le condizioni che hanno portato all'acqua radioattiva. Il tema del film, comunque, è sulla natura umana mutevole anche se, a Bartertown, la natura umana è ancora corrotta dall'amore per la cupidigia e per la lussuria. Infatti, la scienza di Bartertown è esclusivamente sibaritica, interessata solo al piacere e al mantenimento di Bartertown. E' molto simile alla scienza ortodossa del "libro di cucina" di Brave New World. E come in Brave New World, il potere a Bartertown desidera mantenere imbavagliato qualsiasi tipo di scienza più alta. E' questa la ragione della cospirazione per uccidere Blaster: rendere la scienza dipendente dal volere politico, piuttosto che lasciargli i suoi poteri. Bartertown ha la scienza, ma si tratta di una scienza corrotta dall'adorazione del prodotto.

L'altra mini-società è l'idilliaca 'valle perduta' dei bambini. E' un paradiso naturale: cascate, vegetazione e fresco al centro del deserto. Ma la valle manca di tecnologia, all'infuori di qualche oggetto pseudo aborigeno [17] e dei relitti lasciati dagli adulti. Uno degli aspetti di questa parte di film è il deterioramento linguistico alla Riddley Walker [18] e i relitti tecnologici, rotti, confusi e incompresi che ne costruiscono la proto-mitologia. I bambini hanno un LP in vinile su un bastone (chiamato 'sonic') che fanno girare mentre ripetono segnali di chiamate radio, la loro visione della vita di città pre apocalittica ('la terra del domanidomani') gli arriva da un visore di diapositive ViewMaster e guardano alla storia tribale disegnata sulle pareti attraverso una scatola su di un bastone, una televione residuale.

La storia orale (la "leggenda") della tribù racconta come si arrivò a fare i disegni e dove andarono gli adulti. Dopo la caduta dell'aereo seguendo le diapositive, secondo la leggenda, gli adulti condussero i bambini nella valle e decisero di restare. Il Detto dice:

Non ci serve il Sapere, possiamo vivere qui! Il tempo passa e continua a passare, ora sentono la mancanza di quello che avevano avuto, delle alte case, della tele di vvvvvideo… guardano fotografie, così ricordano il sapere che hanno perso. [19] Gli adulti, provando il bisogno di ricatturare la civiltà e la conseguente tecnologia, lasciarono i bambini più piccoli alle cure dei più grandi e si misero in marcia, per non tornare più. Ma il loro bisogno di scienza e tecnologia (il Sapere) rimane con la tribù e forma la base della loro vita. Max, nonostante rifiuti la divinità di Capitan Walker e tenti di persuaderli a rimanere nella loro valle idilliaca, rappresenta per i bambini la prova positiva che la loro tecno-civiltà mitica è reale, "è imbottito di parole, dal sedere alla bocca" [20]. E' divertente notare come durante il viaggio verso la città, quando finalmente Max insegna ai bambini che hanno lasciato la valle il vero uso del 'sonic', si riveli come un disco istruttivo che contiene delle lezioni elementari di francese: Benvenuti. Aprite il libro a pagina uno. Ripetete con me:
Bonjour... Bongiorno
Ou allez vous... dove andate?
Je vais chez moi... vado a casa.[21]
I bambini non stanno imparando soltanto delle parole, stanno imparando parole avanzate, acculturate e francesi. E stanno 'andando a casa' nella città, armati del 'sapere' di Master che era l'oggetto della battaglia finale nel film. Stanno tornando a casa verso la tecnologia e la scienza reali. Perfino Master ora indossa il vestito a posto degli indumenti fangosi di Bartertown. Ma sono solo quei bambini che rifiutano la saggezza convenzionale della tribù e gli avvertimenti minacciosi di Max e che lasciano la valle ad essere così illuminati. Nonostante il desiderio di tecnologia di tutta la tribù, gli altri rimangono sul posto, servendo la vecchia religione e aspettando il ritorno di Walker. La debolezza d'animo non è la materia con cui sono fatti i bravi scienziati sperimentali. Max racconta ai bambini che tutte le città sono andate perdute e minaccia perfino di morte quelli che cercano di partire, ma alcuni se la svignano per cercare "la terra del domanidomani". Sono questi bambini e solo questi che sono alla fine capaci di abbracciare la civiltà della tecnologia. Il resto dei bambini crede a Max, rifiuta la possibilità di cambiamento e resta nella valle, condannati all'insignificanza e al deterioramento.

La leggenda finale del film ha luogo alcuni anni dopo che i bambini hanno raggiunto la città e hanno iniziato a lottare per rientrare nella civiltà:

Io ora guardo dietro di noi, nella nostra storia passata. Vedo noi cominciare il viaggio verso casa e ricordo come arrivammo qui e quanto fummo felici perché vedemmo come era una volta. Abbiamo guardato, abbiamo capito di avere ragione. Quelli del passato avevano il sapere, cose al di là dell'immaginazione anche al di là dei nostri sogni. I bambini comprendono la loro mancanza di conoscenza, ma non riescono ad afferrare il significato di questa mancanza. Il racconto continua: Il tempo passa e continua a passare e ora sappiamo che ritrovare il segreto di quello che si è perso sarà difficile ma questa è la nostra strada e noi dobbiamo seguirla e nessuno sa dove porterà. Comunque ogni notte ripetiamo la nostra storia per ricordare chi eravamo e da dove siamo venuti. Ma soprattutto noi ricordiamo l'uomo che ci trovò, quello che venne per salvarci. E noi illuminiamo la città, non solo per lui, ma per tutti quelli che non sono ancora qui, perché sappiano che verrà una notte in cui loro vedranno una luce lontana e torneranno a casa.[22] La visione del futuro, così come è vista attraverso questi occhi, è puramente ciclica. Tutto ciò che questi ragazzi 'salvati' sanno è che c'è tanto da imparare di nuovo, non mostrano alcun aggancio con l'idea che la tecnologia possa essere mal usata, e che è stato prima di tutto questo uso errato a distruggere la civilizzazione. C'è la deprimente possibilità che di nuovo, un giorno, questi ragazzi avranno la conoscenza e la capacità di fare le stesse cose terribili; ma, comunque, nel frattempo la loro ricerca e il loro uso della scienza non è la sibaritica ricerca del piacere di Bartertown, almeno stanno ricercando la verità e non il comfort. E di sicuro mostrano d'essere migliori sia dei barbari di Bartertown, che sopravviveranno o periranno nel loro comportamento competitivo e autodistruttivo, sia dei membri della tribù-fanciulla rimasti indietro, cooperativi ma che non capiscono, condannati a regredire alla 'selvaggia nobiltà', con una visione della vita corrotta e senza significato.

In definitiva il film fallisce perché non usa adeguatamente l'opportunità che si prepara con tanta cura, una opportunità di commentare sul futuro della tecnologia nelle mani degli scrupolosi e dei cooperativi. I bambini non sembra che realizzino che il Conoscere e il Fare dei loro antenati è potenzialmente distruttivo: la loro "terra del domanidomani" ideale è il trionfo capitalistico di Disneyland, dove illusione e realtà si fondono, ma anche se il film sa tutto ciò, non lo tratta. Se questo fallimento a trattare le future possibilità della tecnologia fosse deliberato, il futuro dell'umanità sarebbe depressivamente deterministico, condannato a ripetere l'intero ciclo privo di significato. Ma questa interpretazione non sembra essere ciò che i registi intendevano; il finale è un fallimento piuttosto che una strategia deliberata. Mad Max 3 è di certo molto più mainstream dei primi due film nella trilogia di Mad Max e questo di certo ha alleggerito la linea che i registi, George Miller e George Ogilvie, desideravano o potevano seguire. Ma, nonostante questo fallimento ad avvantaggiarsi delle opportunità inerenti a Mad Max 3, il film dimostra con successo alcuni problemi inerenti al rifiuto della tecnologia, sia apertamente, attraverso la caratterizzazione di Bartertown e della valle perduta, che in absentia, attraverso il fallimento a trattare delle possibili ramificazioni delle nuove civilizzazioni.

Il problema, dunque, è che con il rifiuto della scienza e della tecnologia fa della creatività umana un nemico cieco e indiscriminato. La gente che desidera solo trappole per topi migliori le comprerà comunque, ma non avanzerà la comprensione di nessuno. La gente che vuole ricercare la 'verità' e la 'conoscenza' lo farà sempre, in sfida segreta dell'autorità, se fosse necessario. La proibizione è un modo abbastanza scarso per limitare il comportamento umano nella nostra società occidentale orientata verso la libertà, e ogni sforzo per proibire la curiosità tecnologica di certo avrà molto meno successo del tentativo di proibire l'alcool o altre droghe illecite. Alcune tecnologie sono pericolose e richiedono delle precauzioni speciali (per esempio, la legge richiede un appaltatore elettrico certificato per collegare i circuiti di una casa, ma qualsiasi bambino può andare in un negozio di bricolage e comprarsi un kit elettronico per pochi soldi). L'uso pericoloso della tecnologia è regolato per rispondere a problemi di sicurezza di base, ma la sperimentazione nelle basi sicure dell'arte viene incoraggiata. La proibizione dei prodotti della scienza e della tecnologia non solo porta alla sfida della legge, e anche alla rivoluzione, ma crea una incapacità a trattare coi concetti base impiegati che, come una sorgente repressa, salteranno prima o poi in superficie.


NOTE
1. Questo tema è anche estremamente prominente in storie che discutono l'interazione tra creatore e creato, e sarà espanso ulteriormente nella sezione 5 Ý
2. Brave New World, 53 Ý
3. ibidem, 131 Ý
4. ibidem, 183 Ý
5. ibidem, 187 Ý
6. Matter, 102 Ý
7. Wells, A modern Utopia, intro. Mark R. Hillegas, 1905, 102 Ý
8. Brave New World, 48 Ý
9. ibidem, 50 Ý
10. ibidem, 50 Ý
11. ibidem, 176-77 Ý
12. ibidem, 178-79 Ý
13. Matter, 101-102 Ý
14. Questo sarebbe un punto interessante da seguire. Sembra che ci sia la sensazione che gli australiani siano particolarmente estasiati dalle nuove tecnologie, senza essere necessariamente schiavizzati da esse. Mentre attualmente si tratta di una speculazione non analizzata, potrebbe essere possibile che abbia delle radici nella teoria della 'Tirannia della Distanza' di Geoffrey Blainey. In ogni caso, sembra ci sia un buon numero di esempi dell'infatuazione dell'Australia con la tecnologia, da film come Mad Max 3 e Malcolm, da servizi sugli australiani e le auto (come quello di Philip Adams), giù fino ad esempi come quello della determinazione del Sydney Powerhouse Museum di acquistare, a qualsiasi prezzo, il Difference Engine N°1 di Charles Babbage. Ý
15. Mad MaxÝ
16. Mad Max 3Ý
17. Questo è uno dei lati deboli del film. Non c'è una spiegazione adeguata nel racconto per la base aborigena della società dei bambini. Apparentemente sono dei bambini di città, molte dei quali erano piccoli quando cadde l'aereo e alcuni erano nati nella società, nonostante questo usano con successo molte varietà diverse di lance, boomerang, la storia orale e hanno adottato con successo una base sociale cooperativistica ideale. E' in qualche modo difficile dare a questa società dei bambini la stessa accettazione, per esempio, di quella del Signore delle mosche di William Golding. Ý
18. E' difficile che sia una coincidenza che il nome del pilota assente sia "Walker" Ý
19. Mad Max 3Ý
20. Mad Max 3Ý
21. Mad Max 3Ý
22. Mad Max 3Ý


 
appendice introduzione cap. 1 cap. 2 cap. 4 Conclusione
Componenti essenziali della Fantascienza Il Dilemma della Natura Artificiale: Conoscenza proibita in Frankenstein e Terminator ll paradosso osservazione/spiegazione: Tecnologia ambigua in Fahreheit 451 e nella trilogia di Alien Posso avere le chiavi del mondo? La relazione tra l'umanità e la sua prole tecnologica in Nineteen Eighty-Four e Blade Runner


collegamenti
Aldous Huxley
Mad Max