cronopiste


Danilo Santoni


 

Il tempo Ŕ sempre stato uno degli aspetti principali della cultura umana, poter prevedere eventi futuri o poter modificare eventi passati sono state due delle massime aspirazioni dell'uomo.

Conseguenza "naturale" di queste due aspirazioni Ŕ il sogno del viaggio nel tempo, un sogno che sotto l'aspetto prettamente scientifico non pu˛ essere negato ma che, praticamente, tende a restare solo e semplicemente un'aspirazione e una vana speranza.

Sotto l'aspetto culturale sono molte le opere che si sono interessate al soggetto e lo hanno fatto sotto angolature diverse, anche se, sfruttata la novitÓ iniziale del viaggio in se', gli autori hanno preferito analizzare e sviscerare i problemi che l'eventuale viaggio potrebbe comportare, i cosiddetti paradossi temporali.

Il viaggio temporale anche se Ŕ stato analizzato durante tutto l'arco della produzione artistica umana, Ŕ un concetto prettamente moderno.

Uno dei primi classici esempi del genere Ŕ forse A Christmas Carol di Charles Dickens (1843) dove il protagonista guidato dal fantasma del Natale A Venire scopre la misera condizione del proprio futuro e pu˛ crearsi delle nuove possibilitÓ modificando degli elementi del suo presente.

In queste opere iniziali il viaggio avviene essenzialmente attraverso l'induzione del sonno e sono soprattutto narrazioni cha hanno poco a che fare con il viaggio temporale cosý come lo concepiamo attualmente; gli eventi servono soprattutto come pretesto all'autore per analizzare la societÓ contemporanea commentandone le linee di tendenza.

Un sottogenere del viaggio temporale Ŕ rappresentato dalla sospensione criogenica; l'opera di partenza Ŕ stata Dix mille ans dans un bloc de glace (1889) di Louis Boussenard anche se il concetto era stato presentato per primo da W. Clark Russell con The Frozen Pirate (1887). La prima macchina per la sospensione animata fu ideata da H.G. Wells in When the Sleeper Awakes (1898). Il concetto fu poi usato da Philip Francis Nowlan per inviare Anthony "Buck" Rogers nel XXV secolo ("Armageddon 2419", Amazing, 1928).

Sempre da H. G. Wells viene la possibilitÓ di realizzare un diverso tipo di viaggio nel tempo: il viaggiatore rallenta o ritarda il proprio invecchiamento rispetto al resto dell'umanitÓ, "The New Accelerator" (1901). 

Gli autori sono stati attratti anche dalla possibilitÓ del viaggio nel passato, con particolare riferimento all'impossibilitÓ di far ritorno al proprio tempo o alle conseguenze derivanti dalla conoscenza scientifica del viaggiatore rispetto all'arretratezza del mondo visitato.

H.G. Wells rappresenta uno spartiacque preciso nello sviluppo del viaggio temporale in letteratura: la sua invenzione di u mezzo di trasporto in The Time Machine (1895) forný al viaggiatore la possibilitÓ di controllare in avanti e indietro il proprio viaggio. Va detto, comunque, che Wells non fu il primo a pensare ad una macchina del tempo in quanto alcuni anni prima Edward Page Mitchell in "Clock That Went Backward" (1881) immagin˛ un mezzo di trasporto nel viaggio temporale (un orologio rotto che se caricato all'indietro trasportava i protagonisti indietro nel tempo). La novitÓ dell'opera di Wells ebbe una grossa influenza sugli scrittori pulp di fantascienza.

Le storie sul viaggio temporale si fecero sempre pi¨ popolari anche se gli scrittori non erano interessati tanto a specificare gli aspetti tecnici quanto ad inserire in protagonisti in mondi strani ed insoliti o in era del passato.

Il diffondersi del concetto del viaggio temporale ha generato anche una riflessione sulle problematiche connesse alla realizzazione del viaggio temporale

C.L. Moore, sotto lo pseudonimo di Lawrence O'Donnell, fu il primo a proporre con "Vintage Season" (1946) la possibilitÓ di usare il viaggio temporale da parte dell'industria turistica come offerta di un viaggio verso eventi particolari della storia umana

L'uso del viaggio verso il passato spesso Ŕ giustificato anche per presentare persone famose nella cultura umana

La possibilitÓ di mettersi in contatto con persone od eventi cardine della storia umana ha dato vita ad un sottogenere delle storie sul viaggio temporale che lentamente sono diventate dominanti nel panorama della produzione pi¨ moderna: si tratta di quel sottogenere che analizza l'esistenza dei paradossi temporali che nascono dalla possibilitÓ di cambiare, accidentalmente o intenzionalmente, un evento del passato (o del futuro) causando una frattura nel flusso di eventi storici. Il paradosso temporale pi¨ famoso Ŕ forso quello "dell'avo": un viaggiatore che uccide il proprio nonno causando cosý la propria non-nascita [analizzato per primo da Nathan Schachner in "Ancestral Voices" (1933)]

L'idea che piccoli cambiamenti nel passato possano dar vita a veri e propri stravolgimenti del futuro ha portato alcuni autori ad immaginare la realizzazione di squadre di 'polizia temporale' addetta proprio al mantenimento del filone originale del continuum storico. 

Un altro aspetto delle conseguenze dei traffici col tempo Ŕ rappresentato proprio dai problemi che seguono alle modifiche: terremoti temporali, guerre...

Comunque, nonostante la grossa produzione di opere sul viaggio temporale e sulle sue conseguenze, sono molto scarse le occasioni di incontrare opere che analizzino in modo approfondito la dinamica stessa del viaggio e i problemi tecnici che esso presenta.