Il tempo è un'illusione?


John Gribbin


Solo per il fatto che noi percepiamo che il tempo fluisce in una direzione vuol forse dire che "ci sia realmente" una differenza tra passato e futuro? La vecchia questione filosofica è stata riesaminata da Huw Price, della University of Sydney, nel contesto della meccanica quantistica arrivando alla conclusione che l’idea che il passato non sia influenzato dal futuro sia un’illusione antropocentrica, una "proiezione della nostra asimmetria temporale". Permettendo ai segnali dal futuro di svolgere un ruolo nel determinare i risultati degli esperimenti quantistici si possono risolvere tutti gli enigmi e i paradossi del mondo quantistico.

Questo approccio ha una storia lunga (anche se non del tutto rispettabile), ma le implicazioni non sono state mai affermate in modo più chiaro di quanto non venga fatto da Price in un articolo sulla rivista Mind. E’ una delle curiosità delle equazioni di Maxwell, per esempio, che permettano due gruppi di soluzioni per gli effetti di una carica elettrica in movimento, uno che descrive un’onda elettromagnetica che si sposta dalla particella nel futuro alla velocità della luce (un’onda ritardata) e l’altro che descrive onde dal futuro che convergono sulla particella alla velocità della luce (onde avanzate). Le soluzioni dell’onda avanzata sono state ampiamente ignorate da quando Maxwell sviluppò le sue equazioni nel XIX secolo, ma alcuni ricercatori, compresi Richard Feynman e Fred Hoyle, hanno considerato le implicazioni nel prendere tali onde come fisicamente reali.

Più recentemente, l’idea è stata investigata in un contesto quantistico dal ricercatore americano John Cramer. Egli ha previsto una entità quantistica come un elettrone che stia per essere coinvolto in una interazione (da un punto di vista quotidiano) e che invii un’onda di "offerta" nel futuro. La particella con cui l’elettrone sta per interagire raccoglie l’onda di offerta e invia una risposta che echeggia all’indietro nel tempo all’elettrone. Le onde avanzate e ritardate si combinano per creare una "stretta di mano" tra le due particelle che, in un senso atemporale, determina il risultato dell’interazione nell’istante in cui l’elettrone inizia a fare l’offerta.

Come discusso da Price, questo tipo di approccio risolve il classico rompicapo quantistico, quello dell’elettrone di fronte a due buchi in uno schermo, "decidendo" quale buco attraversare. Gli esperimenti mostrano che, anche se un elettrone individuale può solo andare attraverso un buco, il suo comportamento è influenzato dal se o no il secondo buco sia chiuso o aperto. L’onda di offerta passa attraverso tutti e due i buchi, ma l’eco ritorna solo attraverso un buco, quello attraverso cui passa l’elettrone. Così il processo di stretta di mano prende in esame la presenza di entrambi i buchi, anche se l’elettrone attraversa soltanto uno di essi.

Molti fisici trovano queste idee ripugnanti, perché vanno contro il "buonsenso". Incoraggerebbero, per esempio, speculazioni sul tipo di quelle di Henry Stapp (si veda Science, XX August) sul fatto che la nostra mente potrebbe influenzare cose che sono già accadute. La potenza dell’approccio di Price sta nel fatto che offre un sistema per comprendere come il mondo possa includere un rapporto di causa ed effetto sia in avanti che all’indietro ad un livello fondamentale pur mostrando di avere una direzione unica da una prospettiva umana.

La sua argomentazione è complessa, ma in parole povere si riduce al fatto che la ragione per cui le cose che facciamo nel presente non sembrano aver alterato il passato sta nel fatto che il passato ha già preso in considerazione ciò che noi stiamo facendo! Se noi decidessimo di fare qualcosa di diverso, il passato già lo saprebbe… di modo che "dire che se noi supponiamo che il presente sia diverso, mentre il passato rimane lo stesso, seguirebbe che il passato è differente… non è vero, naturalmente, ma solo a livello logico. Non è richiesta alcuna asimmetria fisica per spiegarlo".

Per i più portati alla matematica, Price offre una discussione della famosa inequality di John Bell in cui due sistemi quantistici completamente separati sembrano essere connessi da quella che Albert Einstein chiamò una "azione spettrale a distanza ". L’azione a distanza è reale, in questo quadro, ed essenzialmente è il processo di stretta di mano di Cramer. Ma non c’è alcuna limitazione al libero arbitrio, secondo Price. Siamo liberi di prendere qualsiasi decisione ci piaccia e di fare qualsiasi azione scegliamo. Il passato già sa quali saranno queste decisioni, ma ciò non influenza la nostra libertà nel prenderle e "non dovremmo aspettarci di 'vedere' all’azione influenze all’indietro," il che dopotutto potrebbe essere una cattiva notizia per Stapp. "E’ il momento," dice Price, "che questo approccio rifiutato [alla meccanica quantistica] riceva quell’attenzione che così tanto merita."


© 2001 John Gribbin, titolo originale Is time an illusion?, traduzione italiana Danilo Santoni