10^-13 E.V.


Claudio Tanari


Metempsicosi (Gr. meta empsychos, Lat. Metempsychosis)

La dottrina della trasmigrazione delle anime afferma che la stessa anima abita progressivamente, in stadi successivi, i corpi di diversi esseri viventi, siano essi umani o animali.

MICHAEL MAYER, The Catholic Encyclopedia Volume X , Universitas Gregoriana 1974

 

Usando una terminologia più scientifica, si può dire che il problema creato dai cammini chiusi di tipo tempo (CCTT) è quello della violazione della Legge di Causalità. Quella di Causalità è una legge ipotetica secondo la quale le cause precedono sempre gli effetti.

FRANZ LEIBER, Paradossi e possibilità, New York 2023

 

Gli egizi furono i primi ad asserire che l’anima è immortale, che è in grado di trapassare, al momento della morte, nel corpo di un altro essere vivente e che quando abbia compiuto il ciclo di tutte le forme di vita terrestri, acquatiche e celesti, allora tornerà ad incarnarsi in un corpo umano; questo ciclo dell’anima si svolge in trecento anni.

ERODOTO, Storie II - 123

 

Ci sono due possibilità che sono state ampiamente dibattute da scienziati, filosofi e in modo più accessibile da scrittori di fantascienza. La prima consiste nel ritenere il passato come inviolabile, determinato e non modificabile. Tutto ciò che è successo, compreso il viaggio indietro nel tempo (…) è già accaduto e secondo questo punto di vista non può essere alterato. Qualunque siano le vostre intenzioni, quindi, dopo essere partiti nulla di quello che farete cambierà il passato. (…) Una leggera variante di questa idea è quella di andare indietro nel tempo e cambiare il passato in modo non particolarmente significativo. Ad esempio, se andaste nel passato ed abbatteste un albero, un altro albero ricrescerebbe al suo posto; se uccideste vostra nonna ancora giovane (cfr. Il paradosso della nonna di Fritz Obermayer), vostro nonno potrebbe sposare al suo posto la sorella, in modo tale che il patrimonio genetico da voi ereditato cambi di poco; e così via dicendo.

I cambiamenti insomma si attenuerebbero prima di propagarsi lontano attraverso il continuo spazio - temporale, obbedendo alla legge di Leiber dell’Autoconservazione della Realtà.

ALFRED SHEKLETON, Indietro nel tempo "Science Magazine 21 Luglio 1999

 

Nel pensiero braminico si trova la dottrina dei cicli cosmici, dell’annullamento e della rinascita destinati a ricorrere ad intervalli di tempo enormi; all’interno di questo movimento universale i destini dell’anima individuale sono del tutto accidentali.

DOUGLAS MACDONNELL, La concezione dell’anima nel pensiero indiano antico in "Journal of Theological Studies", Londra 2001

 

Se usassimo dei generatori magnetici trifasici a campi elettromagnetici alternati, che producano onde elettromagnetiche del tipo ELF (Extremely Low Frequence, Estrema Bassa Frequenza), ossia frequenze che vanno da 300 Hz a frequenze minori, ciascun fotone generato possederebbe un energia elettromagnetica proporzionale al numero di onde al secondo (in questo caso circa 10^-13 E.V.), tale forza potrebbe aprire una porta spazio - temporale locale, circoscritta in una zona ristretta, fuori da questo mondo.

ALLARDYCE CLOCKWORN, Cilindri rotanti e possibilità di violazione della legge di causalità universale, Physical Review D, Philadelphia University 2135

 

I sing the progresse of a deathless Soule

Whom Fate, which God made, but doth not controule,

Plac’d in most shapes

 

JOHN DONNE The Progresse of the Soule 1601

 

Zanzara s.f. (scient. Culex Pipiens) Nome comune degli Insetti Ditteri appartenenti alla famiglia dei Culicidi, le cui larve e ninfe vivono nell’acqua, generalmente stagnante. Le femmine, ematofaghe, provocano punture fastidiose anche all’uomo.

EMILY WORDWIDE Dizionario Enciclopedico Universale, Stanford 2001

 

volare veloce verso punto trapasso quasi ora pancia piena sangue ma stanco quasi ora trasferimento altra vita meglio forse

 

Allardyce Clockworn era pronto. La Macchina era lì davanti, ovoidale, pronta a tuffarsi nel campo transcronico e a viaggiare nel tempo. Clockworn ricordò i suoi studi, le sue pubblicazioni scientifiche, gli sberleffi dell’ambiente accademico, la creazione della prima cattedra di Cronofisica… Ora era a un passo dalla realizzazione di tutto ciò che aveva dapprima solo immaginato poi, a prezzo di enormi sforzi intellettuali e finanziari, progettato e costruito con le sue mani.

Sfiorò delicatamente la superficie dell’abitacolo, avvertì sotto i polpastrelli una sensazione di calore vibrante: sapeva che si trattava del campo latente, ma in quel momento non poté fare a meno di pensare la Macchina come un organismo vivo.

Si guardò intorno abbracciando con una rapida occhiata il suo studio – laboratorio, la luce del giorno che iniziava a penetrare dalla vetrata, il silenzio sospeso del giardino in penombra. Entrò deciso nella macchina e si sedette al posto di guida.

 

sole forte volare stanco vita prima una cellula sola facile muoversi acqua leggera ora corpo grande troppo pesante quasi ora non rompere ciclo grave rompere ciclo pericolo stanco stanco

 

Clockworn si schiarì la voce poi materializzò con un ordine vocale la videotastiera del computer di bordo. Bloccato il portello, la capsula era completamente priva di aperture, liscia e concava all’interno come il guscio di un uovo; una luminosità diffusa e riposante e una poltrona reclinabile erano gli unici elementi di arredo della Macchina. Sul video olografico Clockworn poteva vedere, inquadrato da una micro telecamera esterna, il suo studio; in sovrimpressione la data attuale, "22 Giugno 2141", un giorno, ne era sicuro, che sarebbe stato ricordato nei futuri libri di storia della scienza e non solo. Aveva già deciso dove (o quando?) si sarebbe diretto: destinazione XX secolo, nel passato, naturalmente, visto che non era ancora riuscito a risolvere il problema di piegare la Curva Chiusa di Tempo verso il futuro.

Il cronofisico digitò sulla videotastiera fluttuante le coordinate di flusso, azionò i motori trifasici e… la Macchina si mosse. O meglio rimase immobile, ma sull’oloschermo l’immagine dello studio dapprima tremolò, poi si disintegrò in una miriade di frammenti luminosi, sostituita da interferenze e scie multicolori. Ma vicino al bordo inferiore del video i numeri che indicavano la data avevano preso a scorrere all’indietro veloci, così veloci che era impossibile leggerli distintamente. Nell’abitacolo, a parte un leggero senso di nausea Clockworn non avvertiva il minimo movimento.

Poi il computer fermò la Macchina: la data era ferma al 22 Giugno 1941.

 

collina lontana quasi arrivato stanco ma prossima vita meglio forse quanto ancora animale molto tempo uomo ancora stanco volare basso verso fine ciclo attenzione

 

Allardyce Clockworn osservò l’immagine riprodotta dalla telecamera: era "atterrato" su una collina piuttosto bassa da cui si dominava una cittadina non molto estesa; selezionò con l’indice la porzione di immagine da ingrandire proprio al centro dell’abitato: vide uomini e donne dagli strani abiti camminare indaffarati, pochi veicoli, probabilmente dal motore a scoppio, scivolare lenti e goffi lungo le strade. Ingrandì il particolare di un ragazzo che gridando agitava dei larghi fogli di carta con una mano e con l’altra ne teneva un pacco, apparentemente pesante. Bloccò il dettaglio della pagina esterna di uno di quei fogli: "Hitler attacca l’Urss"; "U - Boot giapponese al largo di San Francisco?"; "I Dodgers vincono 7 – 4 contro i Cincinnati Reds".

- XX secolo… – sorrise tra sé Clockworn.

Tornò alla visione ampia. Intorno alla Macchina, che il generatore d’antimateria manteneva rigorosamente invisibile, un terreno coltivato a pascolo su cui sorgeva una quercia rigogliosa era accarezzato dalla brezza estiva. Clockworn fu tentato di respirare l’aria che immaginava tiepida – all’orologio erano le 7.30 a.m. – e profumata. Ingrandì il dettaglio di un fiore di campo visitato da un piccolo insetto ronzante.

 

riposo ancora presto nuovo ciclo non iniziato fiore comodo nettare gustoso quando ape cibo prezioso ora bisogno riposo ultimo sforzo poi nuova vita meglio sicuro

 

All’improvviso aprì il portello; sì, conosceva i rischi di un qualsiasi contatto con il passato, aveva pubblicato interi tomi sui paradossi temporali, le cui possibili conseguenze erano note in teoria ma non sperimentate in pratica. Finora. Del resto, che pericolo c’era? Annusare l’aria di qualche secolo fa non potrà certo alterare alcunché o, peggio, trasgredire la Legge di Leiber!

E poi, la leggerezza di quest’atmosfera! La luce del sole e la calda dolcezza di quella stagione irruppero nell’abitacolo - Il profumo del passato! – pensò Clockworn eccitato e trionfante…

 

ecco finestra fine ciclo aperto volare svelto dentro finestra strana finestra uomo dentro luce strana fame sangue fame fame odore sangue ronza sangue…

 

La zanzara che sarebbe diventata, qualche secolo più tardi, Allardyce Clockworn entrò titubante nella capsula di Allardyce Clockworn. Altrettanto distrattamente, questi la schiacciò con una istintivo schiaffo sul collo impedendone la trasmigrazione ormai imminente e innescando una reazione a catena che avrebbe cancellato d’un colpo lui stesso, i suoi figli, pronipoti, affini e tutto il resto dell’umanità ad onde concentriche; l’onda d’urto temporale annullò, senza troppo rumore, la Realtà e l’Universo che si dissolsero, semplicemente.