Ian Watson

Ho iniziato a scrivere sf come una specie di meccanismo psicologico di sopravvivenza per far fronte al future shock indotto dal vivere a Tokyo verso la fine degli anni '60
Ian Watson, intervista per Ic.Spec.Uno

Ian Watson è uno di quegli autori inglesi che negli anni 80 hanno dato vita ad una produzione fantascientifica ideologicamente e culturalmente validissima. Il processo si è svolto al di fuori di mode e movimenti contingenti, anche se non si può non sottolineare una momentanea infatuazione per il cyberpunk da parte di alcuni elementi, cosa che, comunque, non ha compresso la spinta innovativa, ma anzi l'ha aiutata.
Questa rinascita della fantascienza inglese ha avuto come catalizzatori e come portavoce due riviste prettamente inglesi, Foundation, una delle pubblicazioni di critica più serie ed approfondite, ed Interzone, una rivista ad impianto classico, narrativa, recensioni, notizie, che ha portato alla ribalta quella fantascienza che ha dominato poi gli anni '90 (Egan, Banks, Hamilton, Stephenson, Calder...).
Le sue riviste sono nate quasi nello stesso ambiente culturale e sono state curate quasi dallo stesso gruppo di persone e tra queste spicca il nome di Watson (feature editor per Foundation e collaboratore abbastanza assiduo per Interzone con racconti molto spesso provocatori e raffinati.)
Una delle caratteristiche principali della produzione di Watson è quella di essere talmente inafferrabile e sfaccettata da sfuggire qualsiasi tipoo di catalogazione. Una impossibilità ad essere racchiusa in recinti ben definiti che ha portato l'autore ad essere una figura sostanzialmente anomala nel panorama fantascientifico mondiale così ben etichettabile.
Ian watson presenta un tentativo continuo di stupire il lettore con storie sempre più contaminate dai generi più vari, dall'horror al fantasy all'hard sf più classica.

E' nato nel 1943 nel Nord dell'Inghilterra. Iscrittosi ad Oxford si è sposato durante il secondo anno di studi. Finita la tesi nl 1965 e dopo un viaggio in Europa ottiene un posto in Tanzania e dopo due anni si trasferisce a Tokyo, un paese che gli appare come la descrizione post apocalittica di molti romanzi di fantascienza. Scriverà un articolo sul Giappone per la rivista New Worlds nel 1970 e sono molti a dire che quell'articolo contribuirà molto alla realizzazione di alcuni aspetti del cyberpunk.
Ritornato in Europa e dopo un periodo di nuovo ad Oxford è sprofondato nella vita di provincia del Northamptonshire entrando nel partito laburista e divendno una delle figure locali più importanti.



BIBLIOGRAFIA ITALIANA (dal Catalogo SF di Ernesto Vegetti)
 



Ian Watson HomePage
(contiene una interessante autobiografia dell'autore)


Testi in Linea
Quando Gesù Scende dal Camino
La luna e Michelangelo


Ahead
Early, in the Evening
Voyage of the Beagle
Hot Stuff
Vile Dry Claws of the Toucan


Approfondimenti
Mario Fabiani, La Luna e Michelangelo, una doppia chiave di lettura
Mirko Tavosanis, Città, arte e natura in Ian Watson

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